Biografia
Cecilia Brianza, nel 2003, a 19 anni, dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica a Varese, inizia, contemporaneamente agli studi universitari, la sua prima esperienza lavorativa gestendo il rapporto con i clienti della casa discografica SVaNa per l'acquisto dei CD in tutto il mondo.
Dal 2005 progetta e realizza siti web: da quelli dei giornalisti-scrittori Gigi Speroni e Donato Speroni, a quelli degli artisti Pippa Bacca, Marco Brianza, GloBoArt, Raffaele Cioffi, Mario Raciti e Claudio Verna, passando per quelli d'arte Luces, MisureCelesti ed Empire, oltre al sito del Bed and Breakfast Villa Kef, della casa discografica SVaNa e dell'azienda LuxPulse.
Nel 2006, dopo aver realizzato diversi siti personali, apre il suo sito e si improvvisa blogger.
Dopo aver intrapreso l'indirizzo editoriale nel corso di laurea in Comunicazione Digitale dell'Università degli Studi di Milano, a fine 2006 giunge con uno stage in Apogeo (Feltrinelli Editore) per carpire i segreti redazionali utili per la sua tesi di laurea.
Dopo il titolo si iscrive al corso di laurea magistrale in Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, sempre presso l'Università degli Studi di Milano, e continua, fino al 2008, la collaborazione come redattrice per i vari marchi della casa editrice Apogeo.
Conseguita la laurea specialistica, continua a realizzare siti web, soprattutto d'arte e di artisti, e inizia a sviluppare applicazioni per iPhone.
Nei primi mesi del 2011 decide che è il momento giusto per affrontare un’esperienza all’estero: per un paio di mesi lavora in Inghilterra presso l'ufficio marketing della Manuli Packaging UK.
Da sempre interessata all'etologia, studia il comportamento degli animali, in particolare quello dei gatti in relazione alle persone con cui vivono, talvolta realizzando documentari.
Ha visitato diversi paesi europei privilegiando le città d’arte. Non disdegna alloggiare in campeggio per stare a contatto con la natura e confrontarsi con culture diverse.
Di lei dicono che ha una "vita taggata" e, a volte, la chiamano scherzosamente "database vivente" solo perché ha una memoria... alla Pico della Mirandola!