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luglio 2007
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di Cecilia | 26 luglio 2007 | 16:23 | Libri | Permalink | Commenti (3)Finalmente ho trovato la risposta a tutte le domande del mondo…
Perché? Provate a cercare answer to life, the universe, and everything con Google…
Non tutti i girasoli girano
di Cecilia | 21 luglio 2007 | 10:26 | Natura | Permalink | Commenti (4)La “curiosità del girasole” me l’ha passata VinCo qualche giorno fa dicendomi che i suoi girasoli hanno deciso di non seguire più il sole.
Presa da questa sconcertante notizia ho osservato i girasoli del mio giardino in diversi momenti della giornata e ho potuto constatare che i miei fiori seguono ancora il sole.
E allora? Perché i suoi girasoli non si muovono più?
La risposta che cercavo me l’ha fornita Newton:
I girasoli sono piante eliotrope, cioè compiono un movimento in direzione del Sole. Non avendo un apparato muscolare, il movimento è governato da un ormone vegetale, l’auxina, attivata dall’ombra e inattivata dalla luce diretta. L’ormone a sua volta agisce sulla quantità d’acqua che può entrare e uscire dalle cellule, quindi le cellule in ombra con più auxina si gonfiano di più rispetto a quelle in piena luce e provocano il movimento della corolla. Lo scopo di questo «inseguimento» quotidiano è di ottimizzare la produzione fotosintetica, necessaria al nutrimento della pianta ma anche alla produzione di semi. Siccome in un campo di girasoli non tutte le piante si sviluppano con la stessa velocità, possono coesistere organismi con i semi già maturi e altri che li stanno ancora fabbricando. I primi non hanno più bisogno di grandi quantità di energia e hanno abbandonato il loro incessante movimento. I più giovani invece hanno ancora bisogno di molta energia e quindi continuano a seguire il cammino del Sole.
Tranquilli, la natura non è impazzita… i girasoli girano ancora.
Illusioni ottiche rotanti
di Cecilia | 11 luglio 2007 | 10:59 | In giro | Permalink | Commenti (0)Dal lungomare di San Benedetto del Tronto…
La mia vacanza – secondo tempo (Chianti)
di Cecilia | 8 luglio 2007 | 22:17 | In giro | Permalink | Commenti (2)Dopo aver attraversato la valle del Tronto, il passo di Forca Canapine, la Valnerina e costeggiato Trevi, Spello, Assisi e il lago Trasimeno arriviamo in Toscana e tra oliveti e vigneti approdiamo a San Leonino, un paesino adagiato sulle colline del Chianti, dove ad attenderci c’è un castello millenario.
Al nostro arrivo ad accoglierci troviamo Lalla, la castellana, e il marito.
Con l’ingresso nel castello inizia il fantastico viaggio in un’altra epoca… Cecilia si ritrova in un’atmosfera di antiche storie e leggende.
Lalla mostra la camera che spetta a Cecilia. Sorpresa! Le ha destinato la camera più bella del castello, la camera di Napoleone.
Che emozione girare nel castello… pavimenti che scricchiolano, porte che stentano a chiudersi, uno scalone dai gradini consunti…
Una mattina la Nostra mentre sta per salire la sontuosa scalinata che porta verso il suo appartamento viene destata da un suono che proviene da un salone adiacente. Si ferma ad ascoltare. È Carlo che impartisce lezioni di musica a Jacopo, giovane e promettente musicista. La musica nel castello… che piacere! Starebbe ore lì ad ascoltare quella melodia, ma altre faccende la conducono altrove.
Cecilia si sente in dovere di dare una mano alla castellana preparando una squisita “arrabbiata”, una delle sue specialità culinarie, molto gradita ai commensali.
Poi si intrattiene con due simpatici bambini: Gioconda (di nome e di fatto) e Tommaso.
Improvvisamente da un vialetto sbuca un vecchio uomo acciaccato, tutto sudato, affaticato per il duro lavoro nei campi. Si siede in cortile per riposarsi un po’… poi si alza e si reca a portare del cibo alla sua vecchia gallina, ormai non più in grado di regalargli uova.
La vita nel castello rende la nostra protagonista molto pensierosa… la vediamo all’esterno con uno sguardo proiettato verso un luogo imprecisato. Chissà a chi o a cosa sta pensando!
Ma il cielo stellato, le lucciole, il profumo del tiglio in fiore la portano in terrazza dove può tranquillamente godersi uno spettacolo unico nel suo genere.
La notte nel castello ha il suo fascino… grande silenzio e chiaro di luna.
Ma il fantastico viaggio non dura a lungo… il trillo del cellulare riporta Cecilia alla vita attuale.
La mia vacanza – primo tempo (Adriatico)
di Cecilia | 7 luglio 2007 | 20:13 | In giro | Permalink | Commenti (1)L’inizio della mia vacanza non poteva andare meglio: il mio arrivo a Villa Rosa è stato subito festeggiato da vari tipi di insetti che hanno martoriato con diverse punture le mie gambe e le mie braccia. Uffa, perché devo sempre essere io la loro preda?
Non si può certo dire che ho perso tempo… la prima mattina ero già sveglia alle 4.
In punta di piedi, cercando di non svegliare i miei compagni di vacanza, me ne sono uscita in giardino. Era ancora buio, faceva abbastanza freddo e regnava il silenzio. Ho aspettato e lentamente il buio se ne è andato lasciando spazio a un leggero bagliore… era l’alba. Mi sono spostata in spiaggia e ho vissuto momenti indimenticabili… un’atmosfera unica.
Difficile dimenticarsi i bagni di mezzogiorno. In acqua me la sono dovuta vedere con delle onde dispettose, è stata una vera e propria lotta… non tanto per non farsi portare a riva, quanto per non farsi togliere il bikini
Ho avuto il tempo anche per pattinare… nella pista davanti a casa ho potuto affinare la mia tecnica. Una mattina però stavo per andare incontro alla mia prima caduta dai rollerblades, ma me la sono cavata con un’acrobazia. Dopo di che, una signora che stava facendo stretching lì vicino mi ha fatto i complimenti per la performance, chiedendomi se ero professionista.
Beh, ho rischiato una caduta, ma se non altro ho fatto la mia bella figura!
Tra bagni e mangiate siamo stati alla foce del Tronto. Il Tronto, non solo un fiume che sfocia nell’Adriatico, ma anche un fiume che segna il confine geografico tra due regioni: Marche e Abruzzo.
A San Benedetto del Tronto siamo stati ospiti a pranzo da Rosanna che, come al solito, ci ha fatto abbuffare con antipasto, primo e secondo… tutto di pesce e tutto squisito
Nel pomeriggio passeggiata lungo il viale delle palme e sosta in pineta, dove ho assistito al gelato più lungo della storia. Leonardo ha iniziato a mangiare il gelato e vi dico solo che ha finito col berlo… per non parlare degli sbrodolamenti di mezzo.
Ma il giorno seguente ha fatto più in fretta a liberarsi del gelato… lo ha fatto cadere a terra (accidentalmente!) e Luna, la cagnetta di Monica, ha ringraziato.
Ma, a mio parere, le vere bellezze di San Benedetto, la città delle palme, sono i giardini tematici del Progetto Naturalistico del Lungomare.
Non sono mancati certo momenti di allegria. Una sera è scoppiato qualcosa: tutto è cominciato con una battuta di VinCo… io non sono riuscita a contenermi e una mia risata ha contagiato tutti. Conclusione di VinCo: “come ride Cecilia non ride nessuno!” Colpa del vino cotto? Bah, sicuramente VinCo ci ha messo del suo.
La fotografa Rosemary, pronta con la macchina fotografica, ha pure immortalato questo momento, ma vi risparmio la foto.
Un’ultima cosa: grazie Rosemary per la figuraccia che mi hai fatto fare con Franco, mi hai messo in un bell’imbarazzo, sai?
Per questa prima parte non ho altro da aggiungere. Per sapere come è andato il secondo tempo della mia vacanza, non perdetevi il prossimo post
I veri segni della mia vacanza
di Cecilia | 5 luglio 2007 | 20:10 | Notizie | Permalink | Commenti (8)Grazie all’attento IG, la verità è venuta a galla!
Mi scuso con i miei lettori, ma la foto con i segni della mia vacanza non è quella che avete visto.
In realtà la foto è stata photoshoppata per non traumatizzare certe persone di diversa mentalità.
Dunque i veri segni della mia vacanza non sono quelli chiari del bikini, bensì quelli scuri di un tatuaggio.
Come dice IG, la foto è stata “photoshoppata per cancellare i segni di una notta brava… finita sul lettino… di un tatuatore!”
Ma è possibile che nessuno si era accorto? Non vi sembravo poco abbronzata?
Adesso vi sarà chiaro che non ho potuto espormi al sole per via del tatuaggio.
Ammirate ammirate!

















