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settembre 2007
Cyberfacce
di Cecilia | 27 settembre 2007 | 20:36 | Libri, Web | Permalink | Commenti (3)Quante emoticon utilizziamo ogni giorno? Nelle mail, nelle chat, nei blog, nei forum…
Beh, forse queste e poche altre.
Ma vi siete mai chiesti quante faccine si possono creare?
Per chi non può fare a meno delle simpatiche emoticon, non può perdersi l’ebook Cyberfacce
Un quadro dalle mille interpretazioni
di Cecilia | 23 settembre 2007 | 15:11 | Arte | Permalink | Commenti (15)Il miglior commentatore del blog
di Cecilia | 22 settembre 2007 | 16:10 | Notizie | Permalink | Commenti (4)Questo blog sta per compiere un anno e per l’occasione eleggerò il “miglior commentatore”.
Siete ancora in tempo per partecipare. Quindi commentate.
Al vincitore un superpremio!
Tè per Tre
di Cecilia | 16 settembre 2007 | 20:35 | Amarcord | Permalink | Commenti (1)- Febbraio 2000 -
Due atti
di Marco e Cecilia Brianza
Personaggi:
Marco
Gianluca, detto Giangio
Claudia
Igor
ATTO I
Casa di Marco.
Inizio settembre.
Venerdì sera.
Stanza con cucina e sala non divise; la cucina su un lato, un tavolo al centro del locale.
Marco prende il telefono e lo allunga fino a portarlo sul tavolo, si siede al tavolo con un’agenda e un foglio, si annota alcuni nomi di amici da chiamare e comincia a telefonare.
Marco
Telefona a Paola
…
Ciao Piwi, sono Marco.
…
Sì, tutto bene, anzi benissimo, ho una novità.
…
No, te la dico domani. Sto organizzando una merenda con degli amici, vieni?
…
Alle cinque.
…
A domani, ciao.
Telefona a Luca
…
Buonasera, sono Marco, c’è Luca?
…
Grazie.
…
Ciao Luca, sono Marco. Sei tornato eh? Com’è andata?
…
Sei il solito, senti ti va di ripigliarti un po’? Per domani sto organizzando un tè con degli amici.
…
Devo dirvi una cosa importante.
…
Al telefono non te la dico.
…
Stasera no, voglio dirvela tutti assieme.
…
Va beh, dai, ciao.
…
Telefona a Claudia (questo numero lo sa a memoria)
…
Ciao bella.
…
Bene, domani sei invitata qui da me per un tè con un po’ di amici.
…
Qualcuno sì, qualcuno no, ti presenterò gli altri.
…
Alle cinque circa.
…
No, dai, organizzo tutto io.
…
Anche a te, ciao.
Telefona ad Alessio
…
Ciao, sono Marco, cercavo Alessio.
…
Ancora in Irlanda?
…
Ah, me lo aveva detto, ma credevo che stesse via meno, tornerà che s’è dimenticato l’Italiano.
…
No, volevo solo invitarlo a un festino domani.
…
Va bene, grazie, ciao.
…
Telefona a Giangio
…
Tutto tu?
…
Ma dai scherzavo, in realtà ci sarebbe da fare un tè domani, non il caffè per tutto l’ufficio.
…
Sì, alle cinque.
…
No, dai, sto invitando solo amici che conosco.
…
Me la presenterai una sera che usciamo insieme, dille che hai un incontro di lavoro, imbastisci tu qualche scusa.
…
Ok, ma non arrivare alle sette, che è una merenda non una cena.
Telefona a Chiara
…
Ciao, sono Marco.
…
Anche io ho una novità, cos’è la tua?
…
Un cane in Puglia?
…
Ah…
…
Di che razza è?
…
Come te, allora (in tono ironico).
…
No, te la dico domani, ho organizzato un tè qui da me con degli amici.
…
Mai sei… eh… A me sembra una scusa, comunque fai come vuoi, ciao.
…
Telefona a Igor
…
Ciao, sono Marco, come va?
…
No, veramente ti ho chiamato per invitarti io domani pomeriggio, puoi?
…
Solo per bere un tè, per vederci dopo le vacanze…
…
Per ora in pochi, ma devo ancora chiamare gli altri.
…
Se vuoi puoi restare da me a dormire, ti vengo a prendere in stazione, telefonami quando arrivi.
…
Ciao, ci vediamo.
Telefona a Raffaella
…
Ciao Raffina, questa volta accetti un mio invito?
…
Domani pomeriggio a merenda.
…
Non so se ci sarà una prossima volta (si alza un po’ adirato e si mette a camminare intorno al tavolo).
…
Non ti offendere, ciao.
…
Telefona a Pietro
…
Ciao Pietro, sono Marco.
…
Bene, domani ho intenzione di fare una merenda tra amici, vieni?
…
Mi dispiace, in questa occasione volevo comunicare a te e agli altri amici una notizia importante.
…
Ok, spero che ti prendano.
…
Ciao.
Telefona a Giovanni
…
Ciao Giovanni, sono Marco.
…
Sì, sono tornato la settimana scorsa.
…
No, i miei genitori sono ancora in vacanza. Domani puoi venire a casa mia per una merenda tra amici? Voglio comunicarti anche una notizia…
…
Ah, quanti anni compie domani tua sorella?
…
E la festeggiate il giorno prima? Lo sai che porta sfortuna?
…
Va beh, ci sentiamo.
…
Ciao.
Marco controlla il foglio e conta con le dita le persone che verranno.
1, 2, 3, 4, solo quattro, va beh…
Suona il telefono, risponde, è Paola.
Marco
Pronto.
…
Ciao Piwi, cosa c’è?
…
Perché?
…
Mi dispiace, non si fa così, dovevi dirmelo prima, non puoi cambiare sempre idea.
…
ATTO II
Stessa ambientazione della prima scena.
Il tavolo è apparecchiato con quattro tazze da tè.
Giangio bussa alla porta, ma non risponde nessuno. Trova la porta aperta ed entra.
Giangio
Permesso… hai visto che sono arrivato in orario? Anzi sono in anticipo di… Marco… Marco…
Continua a chiamare Marco, mentre guarda nelle altre stanze, ma non trova nessuno.
Se è uno scherzo vieni fuori…
Non trovando nessuno appende la giacca all’attaccapanni e si siede sul divano, sfogliando una rivisita trovata su un tavolino.
Suona il telefono, Giangio si alza e va a rispondere.
Pronto.
…
No, sono Giangio, Marco non c’è.
…
Non lo so, sono appena arrivato, ma in casa non c’era.
…
Sì vengo io, ci metto un attimo.
…
Giangio esce.
Dopo qualche minuto entra Claudia con in mano una torta.
Claudia
Marco… Marco…
Anche Claudia ispeziona la casa in cerca di Marco sempre tenendo la torta in mano.
Nota la giacca di Giangio, è perplessa…
Poi appoggia la torta in mezzo al tavolo togliendola dalla carta.
Si sentono le voci di Giangio e Igor che stanno arrivando.
Poi entrano.
Giangio
Ciao Claudia.
Giangio si avvicina e le dà due baci di saluto.
Claudia
Ciao, ma dov’è Marco?
Giangio
Non lo so, sono andato in stazione a prendere Igor perché Marco non c’era.
Igor
Ciao Claudia.
Claudia
Ciao. Ma dove può essere?
Igor
Non lo so.
Claudia
Non gli sarà successo qualcosa?
Giangio
Speriamo di no.
Igor (rivolto a Claudia)
Ho chiamato verso le cinque meno un quarto, ma non rispondeva nessuno.
Poi alle cinque mi ha risposto Giangio ed è venuto a prendermi.
Giangio
Che strano, è la prima volta che qualcuno mi invita e poi manca lui, di solito sono io come ospite a non presentarmi.
Claudia
La tavola è apparecchiata per quattro, ha invitato solo noi tre?
Igor
Non lo so.
Suona il telefono.
Claudia
Sarà Marco!
Giangio risponde al telefono.
Giangio
Pronto.
…
No, non so dov’è Marco. Siamo qui in tre ad aspettarlo.
…
Va bene, ti chiamiamo.
Giangio riattacca il telefono.
Claudia
Chi era?
Giangio
Era Luca, mi ha detto che Marco aveva una novità da dirci.
Igor
Boh, mi ha invitato per un tè e basta.
Giangio
Secondo me ci sta facendo uno scherzo, io propongo di metterci a tavola e incominciare a mangiare.
Claudia
Non sono molto convinta…
Igor
Ma sì dai, il tè è già pronto, beviamolo prima che si raffreddi del tutto.
Claudia
Va bene, io ne bevo un goccino, ma non con il limone, con il latte.
I tre bevono il tè.
Escono di casa alla ricerca di Marco.
Dopo poco entra Marco di corsa, vede che i suoi tre ospiti hanno già bevuto il tè.
Si versa il tè.
Lo beve.
Marco
È bello prendere “un tè in compagnia”.
FINE
070902
di Cecilia | 6 settembre 2007 | 8:50 | Eventi | Permalink | Commenti (9)Per chi è venuto, per chi non ha potuto venire.
070902 è ormai un ricordo. Un ricordo di una giornata di inizio settembre in quel di Lozza.
Con la formula di un repas canadien, come dicono a Ginevra, ognuno è stato invitato a preparare una (o più) specialità preferita, a cominciare dai ricci che da semplici stuzzichini sono diventati delle piccole spade da estrarre dalle rocce-mele… molti hanno desistito e sono passati ad altro.
Eravamo un gruppo ben assortito. C’erano un’artista, uno scenografo, due agronomi, un ingegnere, una psicologa e gli informatici; tra questi… una vegetariana, una pescetariana e una persona che non mangia mammiferi.
Le esibizioni di Massimo sono iniziate fin da subito. La focaccia di cipolle gli sembrava troppo banale per il tema del giorno e così ha pensato bene di darle un tocco di colore, bagnandola con il Sanbittèr rosso.
Ma non si è fermato qui. A metà pranzo, per limitare la quantità di alcol in circolazione, ha rovesciato un bicchiere di birra, rinfrescando così i piedi delle ragazze.
Memorabile è stato il “minipezzo”. Infatti, è proprio grazie al “minipezzo” se Giangio è riuscito a fare le porzioni eque. Poi, magari, un giorno ci spiegherà che strani conti ha fatto…
Dopo quattro ore a tavola, il pranzo si è concluso con il tiramisù di Giangio che invece di “tirarci su” ci ha completamente “tirati giù”.
Termino con una frase non mia: “abbiamo mangiato come dei bufalini, ci siamo riempiti come dei bauletti”.
Ora vi lascio con gli scatti del 2 settembre e con i sondaggi dei cibi. Dato che non abbiamo votato a tavola, esprimete le vostre preferenze qui a lato.
Per fortuna non è finita come un sabato sera di otto anni fa…
Comunque una serie di analogie tra festini mi hanno fatto ripensare al Tè per Tre, un vecchio pezzo teatrale di Marco.
Lo so che siete curiosi e quindi tra qualche giorno verrà pubblicato su questo blog… così potrete leggerlo e riconoscervi (alcuni lettori sono citati).
