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Cammelli varesotti
di Cecilia | 6 gennaio 2008 | 17:09 | Amarcord, In giro | Trackback | RSS 2.0Oltre alle calze piene di dolciumi e carbone… a Varese, per l’Epifania, arrivano anche i cammelli, dei dolci di pasta sfoglia a forma di cammello.
A partire dai primi giorni dell’anno le pasticcerie, i bar, le panetterie e i negozi di alimentari di Varese e provincia cominciano a riempirsi di questi dolci che vengono richiesti dai varesotti per soddisfare la loro golosità.
Non mi risulta che in altre zone ci sia questa tradizione. Infatti mi sono sempre chiesta quali siano i confini della loro diffusione.
Certo che negli anni ne ho mangiati di cammelli. Ricordo: i cammelli della pasticceria più in di Varese, i cammelli serviti con cioccolata e panna nel bar all’uscita dal cinema, i cammelli non bruciacchiati di una panetteria di Varese (presi in extremis da Valentina, riuscì a chiedere gli unici cammelli non bruciacchiati della panetteria!), i cammelli superglassati del negozietto di Lozza, i cammelli preparati in casa (mia madre si improvvisò pasticciera, ma il risultato non fu dei più brillanti).
Quest’anno li ho trovati persino al GS: hanno conquistato anche i supermercati!
Oggi sono varesotta e quindi ora vado a fare merenda con questo bel cammello di pasta sfoglia… e sono sicura che sarà anche buono

6 gennaio 2008 | 21:17
complimenti per la foto, sembra un logo
6 gennaio 2008 | 23:17
complimenti per la foto, sembra un cammello pestato da un elefante
10 gennaio 2008 | 12:58
complimenti per la foto, sembra un cammello destinato al patibolo
11 gennaio 2008 | 9:44
Ciao Cecilia, ti ho “scovata” cercando notizie sulla tradizione varesina dei cammelli di pasta sfoglia. Io e la mia amica di blog Bosina stiamo cercando di saperne di più. Hai qualche notizia sull’origine di questi cammelli?
A presto, Merula
11 gennaio 2008 | 10:22
Eccomi! Grazie a Merula per avermi segnalato anche il tuo cammello, che è bellissimo! Quindi sei anche tu varesotta? Più tardi ti inserisco nelle recensioni dei miei blogcammelli!
Con simpatia
Laura
11 gennaio 2008 | 22:04
sono venuta a sbirciare anche io questi cammelli! piacere di conoscerti!!! ti metto anche nel mio post cammelloso! a presto Lo
11 gennaio 2008 | 23:02
Visto questo interesse culturale sul cammello di pasta sfoglia, vorrei riportare un ricordo curioso: in casa chiamavamo le sfogliatine a bastoncino (tipo sfogliatine vicenzi) “gambe di cammello”; come se il cammello fosse l’origine della pasta sfoglia
12 gennaio 2008 | 12:11
Marco, ciao, potrei sapere in che zona abiti per cercare di ricostruire un po’ l’origine dei cammelli di pasta sfoglia?
Ti ringrazio!
Laura
(Cecilia, ti ho inserita nel mio carnet di blogger varesini!)
12 gennaio 2008 | 16:33
mi ha fatto piacere sapere che anche voi siete interessati delle nostre tradizioni.
Grazie a mia cugina, chiamata “memoria storica di Lozza”, autrice del libro LOZZA: vicende umane di una comunità, sono riuscita ad avere qualche notizia sulla festa dell’Epifania nel varesotto.
Un tempo, fino all’arrivo della befana fascista negli anni ’30, nel varesotto i bambini non ricevevano doni per Natale, ma li ricevevano per l’Epifania. I Re Magi (Re Macc [c dolce]) giungevano la notte tra il 5 e il 6 gennaio sui loro cammelli portando doni. I bambini mettevano sulla finestra scarpe, calze o berretti e vicino una ciotola d’acqua e un po’ di fieno per i cammelli. Il mattino trovavano piccoli doni (allora la gente era povera) come arance, mandarini, fichi secchi, torroncini e caramelle.
Qualche ingegnoso fornaio o pasticciere di Varese ebbe quindi l’idea di preparare i benauguranti cammelli di pasta sfoglia o di pasta frolla. Questo avvenne però solo dopo la seconda guerra mondiale, quando le condizioni economiche delle famiglie migliorò.
Aspetto anche vostre notizie…
12 gennaio 2008 | 17:22
salve a tutti, io sono di Lozza, ma ora vivo a Ginevra e qui come in Francia per l’epifania si festeggia con un altro dolce di pastasfoglia la “galette de rois”. Sarà un caso l’associazione Re magi – pasta sfoglia ?
Potete vedere qui una foto di questo dolce: http://aquacasert.unblog.fr/les-initiatives/galette-des-rois/
il bello è che nella galette de rois c’è anche la sorpresa (fève) e chi la trova ha diritto ad indossare la corona fornita con la torta.
12 gennaio 2008 | 17:40
Grazie Cecilia e Marco! Riporto subito la notizia sul mio blog e cerco il libro di tua cugina.
Un abbraccio fortissimo
Laura
12 gennaio 2008 | 20:03
Sembrano molto buoni!
Qui in Valtellina non ci sono tradizioni particolari per l’epifania..almeno..che io sappia!