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luglio 2008



Lavoro ingrato

di Cecilia | 31 luglio 2008 | 18:41 | Vita quotidiana | Permalink | Commenti (3)

Affrontiamo l’annoso problema che affligge tutti coloro che effettuano la raccolta differenziata.

Tra le tante suddivisioni dei rifiuti, ce n’è una in particolare che non si vorrebbe mai svolgere.

Mi spiego: siamo tutti bravi a differenziare il vetro dalla plastica, la carta dall’umido; ma se c’è un lavoro che in casa nessuno vuole fare, peggio che pulire i WC e cambiare la sabbia nella cassetta del gatto, è quello della gestione dell’umido. Una semplice operazione che va sotto il verbo “svuotare”.

Le precauzioni da prendere le conosciamo tutti. Si sa che è meglio tenere aperto il contenitore il meno possibile, onde evitare l’inconveniente di fetori e calori eccessivi: a volte pare che frutta e verdura facciano la sauna!

Si tende sempre a rinviare tale operazione convinti che se c’è poca roba là dentro, la stessa diventa inutile. Ma, aspetta aspetta, il sacchetto biodegradabile svanisce nel nulla… causando grossi guai.

La scorsa settimana, di ritorno da un periodo fuori casa, all’apertura del contenitore ho trovato il sacchetto a mo’ di puzzle… tralasciando il fatto che non sono riuscita identificare quel limone spremuto che giaceva sul fondo.

Ora, non mi interessa sapere perché tale operazione sia tanto indesiderata né tantomeno quali processi chimici avvengono là dentro, voglio sapere perché quando vado a vuotare la pattumiera dell’umido incontro sempre la famiglia S. È ormai statisticamente provato che se desidero scambiare quattro chiacchiere con loro, basta che mi rechi al cassonetto.



Un segreto in cucina

di Cecilia | 28 luglio 2008 | 20:26 | Pensieri | Permalink | Commenti (5)

Non vi siete mai chiesti perché la pastasciutta in alcuni posti è più buona che in altri?

Abitando tra Monza e Lozza ho potuto constatare questa differenza “culinaria”.

Mi domandavo perché a Monza la pasta era sempre squisita.
E qui non c’entrano i migliori condimenti del caso. No no, la ragione della diversità è ben altra.

Mi sono soffermata su due ipotesi: altitudine o qualità dell’acqua.
Poi, valutando tutte le variabili in gioco, ho verificato che è proprio l’acqua ad avere la meglio.

Oltre alla pasta, il discorso vale per il pane, il caffè e tutto ciò che è preparato con acqua.

In effetti, a pensare bene, guarda caso, il pane lariano è ottimo; e si potrebbe continuare citando il caffè a Napoli ecc.
Come non ricordare poi la fortuna della birra Poretti, ora Carlsberg, grazie all’acqua; la birreria nacque infatti in prossimità delle Grotte di Valganna, ove era presente una sorgente di acqua purissima.

Insomma, tutto sta nell’acqua.
Sembrerà strano, ma è proprio così… è l’acqua che fa la differenza. E che differenza!



Email con titolo

di Cecilia | 22 luglio 2008 | 21:05 | Web | Permalink | Commenti (0)

Ho trovato un indirizzo email nella forma ing.nome.cognome@gmail.com

Che dire? Il se prend pour le nombril du Pape.

E ora scoprite cosa significa questo modo di dire francese ;-)