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Amarcord



Peace flash mob

di Cecilia | 10 marzo 2010 | 21:00 | Amarcord, In giro | Permalink | Commenti (0)

Sapere da poco cos’è un flash mob e scoprire che quello strano evento a cui hai assistito e che hai ripreso in un video, una serata di aprile 2003 a Barcellona, ha tutte le caratteristiche per essere un micro flash mob.

Ora, se il primo flash mob si svolse a maggio 2003 a New York, queste cos’erano… le prove generali?



Spot d’altri tempi

di Cecilia | 25 novembre 2009 | 20:08 | Amarcord | Permalink | Commenti (2)

Se c’era una che nel lontano 1998 registrava le pubblicità dei comici Margiotta e Olcese…

… quella ero io.



Cammelli varesotti

di Cecilia | 6 gennaio 2008 | 17:09 | Amarcord, In giro | Permalink | Commenti (12)

Oltre alle calze piene di dolciumi e carbone… a Varese, per l’Epifania, arrivano anche i cammelli, dei dolci di pasta sfoglia a forma di cammello.

A partire dai primi giorni dell’anno le pasticcerie, i bar, le panetterie e i negozi di alimentari di Varese e provincia cominciano a riempirsi di questi dolci che vengono richiesti dai varesotti per soddisfare la loro golosità.

Non mi risulta che in altre zone ci sia questa tradizione. Infatti mi sono sempre chiesta quali siano i confini della loro diffusione.

Certo che negli anni ne ho mangiati di cammelli. Ricordo: i cammelli della pasticceria più in di Varese, i cammelli serviti con cioccolata e panna nel bar all’uscita dal cinema, i cammelli non bruciacchiati di una panetteria di Varese (presi in extremis da Valentina, riuscì a chiedere gli unici cammelli non bruciacchiati della panetteria!), i cammelli superglassati del negozietto di Lozza, i cammelli preparati in casa (mia madre si improvvisò pasticciera, ma il risultato non fu dei più brillanti).
Quest’anno li ho trovati persino al GS: hanno conquistato anche i supermercati!

Cammello di pasta sfoglia

Oggi sono varesotta e quindi ora vado a fare merenda con questo bel cammello di pasta sfoglia… e sono sicura che sarà anche buono :-P



Menu di Capodanno

di Cecilia | 1 gennaio 2008 | 20:58 | Amarcord | Permalink | Commenti (0)

Ho ritrovato un vecchio foglio e con l’aiuto di Michele sono riuscita a scoprire che oggi compie la bellezza di dodici anni.

Questo foglio stropicciato e scritto con un pennarello violaceo risale al primo gennaio 1996, giorno in cui chiesi a Michele, detto Bisonte, il “suo” menu di Capodanno.

Scherzando mi rispose:

Antipasto
Cozze kamikaze

Primo
Piccioni morti di vecchiaia al vin brulé

Secondi
Stufato di scoiattoli suicidi del ’76 (nati nel ’76, suicidati di recente)
Storione di Chernobyl al plutonio

Contorno
Scarti di medusa all’aglio

Frutta
Ciliegine al verme

Dolce
Torta di tartaro

Caffè
Caffè Kimbo ai calzini di Pippo Baudo

Voti: 0 in cucina, 10 in umorismo ;-)



Detto popolare ambiguo

di Cecilia | 25 novembre 2007 | 20:28 | Amarcord | Permalink | Commenti (0)

Ho recuperato un file audio che avevo utilizzato qualche anno fa per un sito web di promozione turistica lariana.

Avete capito, vero?



Un caso di studio: stampante HP LaserJet 4100DTN

di Cecilia | 11 novembre 2007 | 13:04 | Amarcord, Arte, Tecnologia | Permalink | Commenti (5)

Recentemente si è ripetuto un fatto che, quando tre anni fa successe per la prima volta, pensavo isolato.

Un pomeriggio di ottobre la mia stampante HP LaserJet 4100DTN decide di regalarmi questi fogli stranissimi.

Fogli strani

Che dire? Un’opera d’arte.

Com’è possibile che una stampante crei questo capolavoro?
È forse impazzita o è normale che dopo N pagine di una dispensa universitaria la stampante dia prova di sé?

Succede sempre con dispense universitarie e sempre con lo stesso modello di stampante. La prima volta tre anni fa con la dispensa “sintassi generativo trasformazionale”, ora con “logica proposizionale”.

Vorrei avere dei riscontri. È già successo a qualcuno? magari sempre con la stampante HP LaserJet 4100DTN?

Se siete interessati a questi fogli unici e rari fatemelo sapere. Ho solo tredici pezzi.

Inutile dire che attendo fiduciosa la prossima creazione :-P



Tè per Tre

di Cecilia | 16 settembre 2007 | 20:35 | Amarcord | Permalink | Commenti (1)

- Febbraio 2000 -

Due atti

di Marco e Cecilia Brianza

Personaggi:
Marco
Gianluca, detto Giangio
Claudia
Igor

ATTO I

Casa di Marco.
Inizio settembre.
Venerdì sera.
Stanza con cucina e sala non divise; la cucina su un lato, un tavolo al centro del locale.

Marco prende il telefono e lo allunga fino a portarlo sul tavolo, si siede al tavolo con un’agenda e un foglio, si annota alcuni nomi di amici da chiamare e comincia a telefonare.

Marco

Telefona a Paola

Ciao Piwi, sono Marco.

Sì, tutto bene, anzi benissimo, ho una novità.

No, te la dico domani. Sto organizzando una merenda con degli amici, vieni?

Alle cinque.

A domani, ciao.

Telefona a Luca

Buonasera, sono Marco, c’è Luca?

Grazie.

Ciao Luca, sono Marco. Sei tornato eh? Com’è andata?

Sei il solito, senti ti va di ripigliarti un po’? Per domani sto organizzando un tè con degli amici.

Devo dirvi una cosa importante.

Al telefono non te la dico.

Stasera no, voglio dirvela tutti assieme.

Va beh, dai, ciao.

Telefona a Claudia (questo numero lo sa a memoria)

Ciao bella.

Bene, domani sei invitata qui da me per un tè con un po’ di amici.

Qualcuno sì, qualcuno no, ti presenterò gli altri.

Alle cinque circa.

No, dai, organizzo tutto io.

Anche a te, ciao.

Telefona ad Alessio

Ciao, sono Marco, cercavo Alessio.

Ancora in Irlanda?

Ah, me lo aveva detto, ma credevo che stesse via meno, tornerà che s’è dimenticato l’Italiano.

No, volevo solo invitarlo a un festino domani.

Va bene, grazie, ciao.

Telefona a Giangio

Tutto tu?

Ma dai scherzavo, in realtà ci sarebbe da fare un tè domani, non il caffè per tutto l’ufficio.

Sì, alle cinque.

No, dai, sto invitando solo amici che conosco.

Me la presenterai una sera che usciamo insieme, dille che hai un incontro di lavoro, imbastisci tu qualche scusa.

Ok, ma non arrivare alle sette, che è una merenda non una cena.

Telefona a Chiara

Ciao, sono Marco.

Anche io ho una novità, cos’è la tua?

Un cane in Puglia?

Ah…

Di che razza è?

Come te, allora (in tono ironico).

No, te la dico domani, ho organizzato un tè qui da me con degli amici.

Mai sei… eh… A me sembra una scusa, comunque fai come vuoi, ciao.

Telefona a Igor

Ciao, sono Marco, come va?

No, veramente ti ho chiamato per invitarti io domani pomeriggio, puoi?

Solo per bere un tè, per vederci dopo le vacanze…

Per ora in pochi, ma devo ancora chiamare gli altri.

Se vuoi puoi restare da me a dormire, ti vengo a prendere in stazione, telefonami quando arrivi.

Ciao, ci vediamo.

Telefona a Raffaella

Ciao Raffina, questa volta accetti un mio invito?

Domani pomeriggio a merenda.

Non so se ci sarà una prossima volta (si alza un po’ adirato e si mette a camminare intorno al tavolo).

Non ti offendere, ciao.

Telefona a Pietro

Ciao Pietro, sono Marco.

Bene, domani ho intenzione di fare una merenda tra amici, vieni?

Mi dispiace, in questa occasione volevo comunicare a te e agli altri amici una notizia importante.

Ok, spero che ti prendano.

Ciao.

Telefona a Giovanni

Ciao Giovanni, sono Marco.

Sì, sono tornato la settimana scorsa.

No, i miei genitori sono ancora in vacanza. Domani puoi venire a casa mia per una merenda tra amici? Voglio comunicarti anche una notizia…

Ah, quanti anni compie domani tua sorella?

E la festeggiate il giorno prima? Lo sai che porta sfortuna?

Va beh, ci sentiamo.

Ciao.

Marco controlla il foglio e conta con le dita le persone che verranno.
1, 2, 3, 4, solo quattro, va beh…

Suona il telefono, risponde, è Paola.

Marco
Pronto.

Ciao Piwi, cosa c’è?

Perché?

Mi dispiace, non si fa così, dovevi dirmelo prima, non puoi cambiare sempre idea.

ATTO II

Stessa ambientazione della prima scena.
Il tavolo è apparecchiato con quattro tazze da tè.

Giangio bussa alla porta, ma non risponde nessuno. Trova la porta aperta ed entra.

Giangio
Permesso… hai visto che sono arrivato in orario? Anzi sono in anticipo di… Marco… Marco…

Continua a chiamare Marco, mentre guarda nelle altre stanze, ma non trova nessuno.

Se è uno scherzo vieni fuori…

Non trovando nessuno appende la giacca all’attaccapanni e si siede sul divano, sfogliando una rivisita trovata su un tavolino.

Suona il telefono, Giangio si alza e va a rispondere.

Pronto.

No, sono Giangio, Marco non c’è.

Non lo so, sono appena arrivato, ma in casa non c’era.

Sì vengo io, ci metto un attimo.

Giangio esce.

Dopo qualche minuto entra Claudia con in mano una torta.

Claudia
Marco… Marco…

Anche Claudia ispeziona la casa in cerca di Marco sempre tenendo la torta in mano.

Nota la giacca di Giangio, è perplessa…
Poi appoggia la torta in mezzo al tavolo togliendola dalla carta.

Si sentono le voci di Giangio e Igor che stanno arrivando.
Poi entrano.

Giangio
Ciao Claudia.

Giangio si avvicina e le dà due baci di saluto.

Claudia
Ciao, ma dov’è Marco?

Giangio
Non lo so, sono andato in stazione a prendere Igor perché Marco non c’era.

Igor
Ciao Claudia.

Claudia
Ciao. Ma dove può essere?

Igor
Non lo so.

Claudia
Non gli sarà successo qualcosa?

Giangio
Speriamo di no.

Igor (rivolto a Claudia)
Ho chiamato verso le cinque meno un quarto, ma non rispondeva nessuno.
Poi alle cinque mi ha risposto Giangio ed è venuto a prendermi.

Giangio
Che strano, è la prima volta che qualcuno mi invita e poi manca lui, di solito sono io come ospite a non presentarmi.

Claudia
La tavola è apparecchiata per quattro, ha invitato solo noi tre?

Igor
Non lo so.

Suona il telefono.

Claudia
Sarà Marco!

Giangio risponde al telefono.

Giangio
Pronto.

No, non so dov’è Marco. Siamo qui in tre ad aspettarlo.

Va bene, ti chiamiamo.

Giangio riattacca il telefono.

Claudia
Chi era?

Giangio
Era Luca, mi ha detto che Marco aveva una novità da dirci.

Igor
Boh, mi ha invitato per un tè e basta.

Giangio
Secondo me ci sta facendo uno scherzo, io propongo di metterci a tavola e incominciare a mangiare.

Claudia
Non sono molto convinta…

Igor
Ma sì dai, il tè è già pronto, beviamolo prima che si raffreddi del tutto.

Claudia
Va bene, io ne bevo un goccino, ma non con il limone, con il latte.

I tre bevono il tè.

Escono di casa alla ricerca di Marco.

Dopo poco entra Marco di corsa, vede che i suoi tre ospiti hanno già bevuto il tè.

Si versa il tè.
Lo beve.

Marco
È bello prendere “un tè in compagnia”.

FINE