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	<title>Cecilia Brianza - Blog &#187; Eventi</title>
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		<title>Cronaca di un matrimonio</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 16:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sesto San Giovanni, 13 ottobre 2011 – Matrimonio di Francesca e Marco Era il 4 giugno 2007 quando, al matrimonio di Adriana e Giovanni, Marco fece il testimone dello sposo e Francesca prese il bouquet della sposa. È il 13 ottobre 2011, Marco e Francesca si uniscono in matrimonio. È stato un matrimonio con rito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sesto San Giovanni, 13 ottobre 2011 – Matrimonio di Francesca e Marco</strong></p>
<p>Era il 4 giugno 2007 quando, al <a href="http://www.ceciliabrianza.it/blog/2007/06/08/cronaca-di-un-matrimonio/">matrimonio di Adriana e Giovanni</a>, Marco fece il testimone dello sposo e Francesca prese il bouquet della sposa. È il 13 ottobre 2011, Marco e Francesca si uniscono in matrimonio.</p>
<p>È stato un matrimonio con rito civile, seguito da un brindisi a casa degli sposi con parenti e amici. Nulla a che vedere con i matrimoni con trecento invitati, niente cocchio con cavalli bianchi, niente lancio delle colombe, niente fuochi d&#8217;artificio. È stato un matrimonio sobrio e sentito, dove gli invitati sono andati per stare con gli sposi una giornata, non per mangiare alle tre del pomeriggio perché gli sposi sono andati al castello a fare le foto&#8230; non sono rari infatti i matrimoni in cui gli sposi, dopo la cerimonia, spariscono per qualche ora e si presentano nel pomeriggio dopo essere andati a fare delle splendide foto <em>softs focus</em> nei posti belli. È stato un matrimonio molto digitale, a differenza di tanti matrimoni il cui ricordo è finito in un libro di fotografie rilegato in pelle che ora giace sopra un mobile e che ha annoiato gli ospiti che sono andati a trovare gli sposi per i successivi dieci anni.</p>
<p>Sono passati poco più di quattro anni e, da sorella del testimone e fotografa non ufficiale, eccomi qui a ricoprire il ruolo di sorella dello sposo con il compito di riprendere con una videocamera le scene salienti del matrimonio. Come nei migliori film, è un classico che nel video ci sia la commozione della madre, il primo piano delle fedi sul cuscino, il primo piano dello sguardo dello sposo, il piano americano degli sposi che si guardano, il primo piano delle mani che slacciano le fedi dal cuscino, il primo piano della lacrima sulla guancia della sposa, il campo largo dei parenti, il primo piano della fede che entra nel dito&#8230; Ma questo è solo un copione, è evidente che a un matrimonio i tempi cinematografici non ci sono: nella realtà questa scena dura circa cinque secondi e non puoi dire &#8220;Stop, rifacciamo la scena della madre commossa!&#8221;. Per questo motivo, per svolgere degnamente il mio incarico, mi sono armata della bravura di quella che deve essere pronta a trovare la soluzione anche se il cugino in sovrappeso della sposa si piazza davanti alla telecamera su cavalletto per scattare la sua fotografia con la macchina a rullino (e chiaramente gli finisce pure il rullino quindi ti blocca per tre minuti perché deve tirare fuori dalla tasca la pellicola per le successive trentasei pose).</p>
<p>Ma ora torno blogger e inzio la cronaca di questa giornata.</p>
<p>Alle ore 11 di giovedì scorso si è celebrato il matrimonio di Francesca e Marco a Sesto San Giovanni, presso la Villa Purricelli Guerra nella sala del camino. Ma per fortuna non c&#8217;è stato bisogno del camino, visto il clima caldo e poco autunnale, apprezzato sia dagli sposi sia dagli invitati, che ha caratterizzato il felice evento.</p>
<p>L&#8217;entrata in sala degli sposi con in braccio in piccolo Francesco è stata accompagnata dalle note di una piacevole melodia di <strong>violoncello</strong>.</p>
<p><img src="http://farm7.static.flickr.com/6222/6247605164_59d6bc6748_m.jpg" width="240" height="160" alt="Matrimonio" class="foto" /></p>
<p>Oltre agli sposi, protagonisti della cerimonia sono stati tre loro amici: Paolo, che ha svolto egregiamente il ruolo di ufficiale dello stato civile, Concetta e Giovanni, testimoni di nozze.</p>
<p>Lo scambio delle <strong>fedi</strong> è stato seguito da una scena che non è certamente sfuggita agli amici dello sposo: Marco si è girato verso gli invitati e si è portato la mano tra la fronte e la tempia, come ad asciugarsi il sudore.</p>
<p>Ma, per un attimo, la tensione si è potuta rilevare anche sul volto del testimone dello sposo durante la lettura dell&#8217;atto di matrimonio. Non appena l&#8217;incaricata del comune ha letto “Giovanni&#8230; residente a Monza”, Giovanni con un filo di voce è riuscito a dire: “No, non più”. Marco si è girato subito verso di lui e ha cercato di tranquillizzarlo, temendo che quel minimo errore potesse invalidare il matrimono.</p>
<p>All&#8217;uscita ad attendere gli sposi ci sono state le <strong>bolle di sapone</strong>&#8230;</p>
<p><img src="http://farm7.static.flickr.com/6234/6247675328_388e94a366_m.jpg" width="240" height="180" alt="Bolle di sapone" class="foto" /></p>
<p>Il lancio del <strong>bouquet</strong> è stato forse l&#8217;unico momento di cui non c&#8217;è un video perché è stato vissuto da tutti. Non appena Francesca ha detto: “io lancio il bouquet per gli uomini e per le donne, visto che io sono per la parità dei sessi”, si sono schierati tutti con la ferma volontà di prenderlo. Non è stata per nulla scontata la battuta di Giangio, poco prima che venisse lanciato in aria il bouquet: “se si mette davanti Massimo non lo piglia nessuno”&#8230; infatti, è molto probabile che se uno alto oltre un metro e novanta si mette in prima fila a saltare, ha la meglio sugli altri. E così è stato. Da parte mia ce l&#8217;ho messa tutta, e lo può confermare chi ha ricevuto qualche mia gomitata o pestata sui piedi, ma si sa che il bouquet, alla fine, lo prende chi lo desidera veramente, per cui Massimo se lo è pienamente meritato.</p>
<p><img src="http://farm7.static.flickr.com/6237/6247345853_10b112f2b5_m.jpg" width="240" height="160" alt="Bouquet" class="foto" /></p>
<p>A seguire il <strong>bacio</strong> che, devo ammettere, per un attimo mi ha ricordato il celebre <em>Bacio</em> di Francesco Hayez. Saranno stati il colore dell&#8217;abito, le pieghe del vestito, le mani attorno alle spalle e alle guance, sarà stata l&#8217;angolazione, sarà stata l&#8217;atmosfera, sarà che è una coppia che è appassionata di arte.</p>
<p><img src="http://farm7.static.flickr.com/6212/6247157333_9df89c43f3_m.jpg" width="180" height="240" alt="Il Bacio" class="foto"/> <img src="http://farm7.static.flickr.com/6163/6249515320_461dc6d251_m.jpg" width="192" height="240" alt="&quot;Il Bacio&quot; di Francesco Hayez" class="foto" /> </p>
<p>Dopo la cerimonia ci si è ritrovati a casa degli sposi per un rinfresco. La casa era accogliente e c&#8217;erano molti <strong>fiori</strong>, ma quando la sposa si è accorta che la casa stava assomigliando troppo a un vivaio, ha esclamato: “No, anche questo abbiamo rubato al comune!”. Al termine della cerimonia, qualche invitato deve aver preso tutti i fiori che erano nella sala comunale per portarli a casa degli sposi.</p>
<p><img src="http://farm7.static.flickr.com/6098/6247252637_86445fe733_m.jpg" width="240" height="160" alt="Fiori" class="foto" /></p>
<p>La <strong>torta</strong> era a quattro piani e due gusti: cioccolato e lamponi. Erano entrambi buonissimi, però la mia fetta di torta ai lamponi aveva tutto l&#8217;aspetto e il gusto di una torta alla crema con le fragole. Cos&#8217;è successo? ero già un po&#8217; &#8220;brilla&#8221; dopo un bicchiere di spumante e non ho saputo riconoscere i due frutti oppure era realmente con le fragole?</p>
<p><img src="http://farm7.static.flickr.com/6094/6247754030_c4d552c8b8_m.jpg" width="240" height="160" alt="Torta" class="foto" /></p>
<p>Durante il <strong>brindisi</strong> a casa, gli invitati hanno avuto modo di conoscere molte persone e chiacchierare assieme. La formula “rinfresco in piedi” è stata dunque molto azzeccata e ha dato l&#8217;idea di essere una festa, un gioioso modo di salutare gli sposi.</p>
<p><img src="http://farm7.static.flickr.com/6057/6247786786_e01ef74bd3_m.jpg" width="240" height="180" alt="Brindisi" class="foto" /></p>
<p>Al termine della giornata, la stanchezza ha iniziato a farsi sentire a partire dai <strong>piedi</strong> un po&#8217; per tutti. A un certo punto erano più le persone che giravano per casa scalze che quelle con i tacchi. Un&#8217;invitata ha preferito persino fare a piedi undici piani con le scarpe in mano che prendere l&#8217;ascensore con i tacchi ai piedi.</p>
<p>Concludo confidandovi che mi sono commossa, non durante la cerimonia, ma alla fine della giornata. Non so come, ma mi sono ritrovata in una stanza con gli sposi e poche altre persone quando Marco ha preso un foglietto scritto con una penna verde e ha iniziato a leggere &#8220;Caro Cosimino&#8230;&#8221;, poi ha proseguito con &#8220;sarà beata chi ti sposa&#8230;&#8221; ecc.<br />
Mi fa piacere sapere che Marco abbia conservato quel foglietto per tanto tempo, che abbia saputo tirarlo fuori al momento giusto, leggerlo e fare quello che c&#8217;era scritto&#8230; mi fa piacere che in quel giorno importante sia stata ricordata <strong>Pippa Bacca</strong>, l&#8217;amica che ha fatto conoscere Marco e Francesca.</p>
<p>L&#8217;album fotografico lo trovate <a href="http://flickr.com/gp/ceciliabrianza/z48J5x/">qui</a>.</p>
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		<title>Le avventure di una segretaria</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 14:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lozza]]></category>
		<category><![CDATA[seggio elettorale]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è conclusa per me da qualche giorno un&#8217;altra esperienza al seggio elettorale in qualità di segretaria. Poiché è stata la terza volta che sono stata nominata segretaria e la seconda durante le elezioni regionali, a mio avviso le più complesse, sono in grado di raccontare con estrema imparzialità ciò che accade nei tre giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa per me da qualche giorno un&#8217;altra esperienza al seggio elettorale in qualità di segretaria. Poiché è stata la terza volta che sono stata nominata segretaria e la seconda durante le elezioni regionali, a mio avviso le più complesse, sono in grado di raccontare con estrema imparzialità ciò che accade nei tre giorni di lavoro in un ufficio elettorale di un paese che ha tra i suoi elettori il Ministro dell&#8217;Interno, dal cui ufficio dipendono le elezioni stesse.</p>
<p>Innanzitutto, prima che domani vadano tutti a inserirsi nelle liste degli scrutatori, vorrei avvertire chi non ha mai vissuto quest&#8217;esperienza che il lavoro dei componenti di un seggio elettorale è abbastanza impegnativo: sia per il numero di ore, sia per la concentrazione durante il servizio. Inoltre, se doveste essere scelti dal presidente come segretario di seggio, riflettete bene prima di accettare perché vi spetterebbero tre giornate intense a compilare verbali, registri, buste ecc&#8230; non per niente la figura del segretario è etichettata come quella che scrive interrottamente per tre giorni.</p>
<p>Il cambio dell&#8217;ora in questa tornata elettorale non è stato certo un problema per i componenti del seggio. Visto che in due giorni e mezzo hanno lavorato oltre trenta ore, dormire un&#8217;ora in meno non è che abbia fatto molta differenza. Vi dico solo che non ho mai avuto tanta incertezza su che ora fosse come domenica mattina: tra orologi radiocontrollati che hanno corretto l&#8217;ora automaticamente, orologi vari in casa che erano rimasti all&#8217;ora solare, orologi di cellulari che erano stati preventivamente fatti avanzare la sera prima  nel dubbio che non si sistemassero da sé ma che nottetempo si sono portati avanti di un&#8217;ulteriore ora&#8230; la mattina alle cinque ero già sveglia. Il presidente, per sciogliere ogni dubbio, ha consultato l&#8217;NTP server del Galileo Ferraris.</p>
<p>Prendete un presidente, cinque giovani donne, lasciate da parte eventuali riferimenti, e ottenete il <a href="http://www.flickr.com/x/t/0099009/gp/ceciliabrianza/dc0101" class="link">seggio</a> presso il quale sono accaduti gli eventi che vado a raccontare.</p>
<p><img src="http://farm5.static.flickr.com/4005/4489132399_6d285b08b9.jpg" width="500" height="375" alt="Elezioni regionali 2010" class="foto" /></p>
<p>Devo ammettere che gli elettori sono stati proprio diligenti, a partire dal primo che, forse intimorito dai numerosi cartelli di divieto di introdurre nelle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini, non ha esitato neanche un po&#8217; a depositare addirittura tre cellulari.</p>
<p>Un fatto piuttosto curioso in una sezione elettorale di un paese non molto grande è il riconoscimento: ovvero si mira a essere riconosciuti (in quanto elettori) e a riconoscere (in quanto componenti del seggio). Se i membri del seggio riconoscevano gli elettori, ma questi ultimi mostravano titubanza, bastava dire: &#8220;Non mi riconosce? Sono il figlio/la figlia di&#8230;&#8221; che subito accantonavano ogni perplessità. Talvolta, invece, il riconoscimento partiva dagli elettori stessi con frasi del tipo: &#8220;Noi ci conosciamo, ci vedevamo sempre alla messa delle 8&#8243;. Ma è capitato  anche di non riconoscere alcuni elettori, una signora risentita ha borbottato: &#8220;Ho sempre abitato qui, sono anche venuta in ciabatte a votare&#8221; &#8230; come a dire che si sentiva a casa. </p>
<p>Interessante notare anche come si sono presentati gli elettori. Oltre alla classica coppia moglie-marito, si sono visti: il signore che ha accompagnato la madre novantenne, il ragazzo diciottenne accompagnato dalla sorella più grande, due amiche vedove.  Altre famiglie hanno preferito, invece, venire a scaglioni nell&#8217;arco delle giornate, altri ancora si sono presentati con il cane al seguito e alla domanda ironica di un membro del seggio: &#8220;Anche il cane vota?&#8221;, l&#8217;elettore, serafico, ha risposto: &#8220;Sì, è abituato!&#8221;.</p>
<p>Il registro che più di tutti ha dato spazio alla fantasia nell&#8217;ufficio elettorale è stato quello  dei naviganti (marittimi e aviatori). Visto che nel comune della sezione non vi sono porti né aeroporti, abbiamo ribattezzato la categoria &#8220;naufraghi e mongolfiere&#8221;. Eravamo pronti ad attendere possibili naufraghi dell&#8217;Olona e atterraggi di palloni aerostatici, ma questi casi speciali non si sono verificati.</p>
<p>Tra gli aneddoti che sono occorsi negli anni e che ormai sono passati alla storia, ne cito due.<br />
Durante un referendum con otto schede, un signore anziano uscì dalla cabina con tutte le schede l&#8217;una nell&#8217;altra. Alla richiesta di uno scrutatore: &#8220;Deve separare le schede!&#8221;, l&#8217;elettore ritornò nella cabina dove piegò le schede diversamente ma mettendole di nuovo l&#8217;una nell&#8217;altra. A quel punto lo scrutatore, non sapendo come spiegarsi, gli disse: &#8220;Deve dividere le schede!&#8221;. Mai verbo fu più sbagliato in tale situazione:  l&#8217;elettore uscì dalla cabina con le schede divise in tanti quadrati&#8230; aveva strappato le schede e ne aveva fatto un puzzle.<br />
Lo scambio delle tessere elettorali tra amiche anziane vicine di casa può succedere, soprattutto se ci si reca sempre insieme al seggio. Ma se capita una volta che una delle due è al mare e l&#8217;altra si reca alle urne con la tessera dell&#8217;amica, cosa può succedere? Il caso si è risolto con un duplicato della tessera elettorale, ma da quel giorno non sono più andate insieme a votare.</p>
<p>Con frasi quali: &#8220;Ieri era il giorno delle firme, oggi è il giorno dei numeri, domani sarà il giorno delle crocette&#8221;, &#8220;Il mio gatto prima di uscire di casa si mette il guinzaglio&#8221;&#8230; si allietavano i momenti di calma, sebbene non fossero così frequenti. Trovare un momento per mangiare un trancio di pizza o una brioche per i componenti dell&#8217;ufficio elettorale non è stato facile. Se si addentava un boccone, puntualmente si presentava un elettore o  arrivava una telefonata dal comune. In un caso ci ha pensato il poliziotto, in servizio presso la sezione, rispondendo: &#8220;Il presidente in questo momento ha la mascella impegnata&#8221;.</p>
<p>A tenere alte le forze fisiche e il morale ci ha pensato personalmente il sindaco che, aiuatata dal marito, ha viziato i componenti del seggio con dolci caserecci, tisane speziate, caffè multicereale e&#8230; il punto forte: sciroppo d&#8217;agave, per chi non si accontentava del solito zucchero. È stato proprio questo sciroppo, la cui confezione trasparente rivelava una sostanza viscosa gialla che molto ricordava un tipico shampoo per bambini, che ha acceso un dibattito sulla natura di tale vegetale.</p>
<p><img src="http://farm5.static.flickr.com/4023/4489132695_8b6e8ee7e5_m.jpg" width="227" height="240" alt="Sciroppo d'agave" class="foto" /></p>
<p>Con la battuta del presidente: &#8220;Ho iniziato in giacca e cravatta, ora sono passato al maglione, finiremo stasera in pigiama&#8221; ha preso il via lo scrutinio. Quest&#8217;ultimo, con oltre tre ore di spoglio di schede, è forse la parte più noiosa, ma richiede la massima attenzione di tutti: mentre il presidente legge il voto espresso sulla scheda, scrutatori e segretario registrano man mano i voti sulle tabelle di scrutinio, che assomigliano vagamente alle schedine del totocalcio.</p>
<p>Per fortuna che ogni tanto saltava fuori qualche scheda che smorzava l&#8217;atmosfera e scatenava l&#8217;ilarità dei presenti. Su una scheda è stata trovata la scritta: &#8220;scheda nulla&#8221;&#8230; mancava solo che l&#8217;elettore aggiungesse &#8220;firmare da almeno due componenti l&#8217;ufficio e includere nella Busta n. 5 (R.)/D&#8221; che i membri del seggio avrebbero ringraziato per aver facilitato loro il compito.</p>
<p>Le curiosità su quello che salta fuori durante l&#8217;apertura delle schede non mancano: si narra che durante uno scrutinio di parecchi anni fa, all&#8217;interno di una scheda fu trovata addirittura una fetta di salame. Più volte è anche capitato di trovare una scheda con una preferenza poco comprensibile, ma solo dopo diversi minuti che nessuno riusciva a decifrare il candidato, una scrutatrice ha esclamato: &#8220;A me, più che una preferenza, sembra la firma dell&#8217;elettore!&#8221;. </p>
<p>La compilazione dei plichi è il momento finale che tutti aspettano, seppure con qualche perplessità. Ora, d&#8217;accordo inserire una busta nell&#8217;altra come le matriosche e scoprire solo all&#8217;ultima busta che quella più esterna deve essere timbrata con il bollo che è stato chiuso nella busta più interna, ma qualcuno mi spiega come sia possibile che alla fine tutte le schede votate vadano inserite in una busta che al massimo può contenere le schede bianche? Anche perché se le schede vengono consegnate al seggio in scatoloni e non in buste, ci sarà pure un motivo!</p>
<p>Per chi fosse curioso di sapere i <a href="http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=R&#038;dtel=28/03/2010&#038;tpa=I&#038;tpe=C&#038;lev0=0&#038;levsut0=0&#038;lev1=3&#038;levsut1=1&#038;lev2=86&#038;levsut2=2&#038;lev3=780&#038;levsut3=3&#038;ne1=3&#038;ne2=86&#038;ne3=860780&#038;es0=S&#038;es1=S&#038;es2=S&#038;es3=N&#038;ms=S" class="link" target="_blank">risultati</a>&#8230;</p>
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		<title>Euroluce 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 18:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Euroluce]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è chiusa oggi Euroluce, la mostra internazionale dell&#8217;illuminazione, tenutasi in concomitanza con il Salone internazionale del Mobile alla fiera di Milano-Rho. Due importanti manifestazioni che hanno dato spazio a design, creatività e innovazione. Ad accompagnare queste due fiere ci sono state anche alcune polemiche, come quella di non essere state in grado di accogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è chiusa oggi Euroluce, la mostra internazionale dell&#8217;illuminazione, tenutasi in concomitanza con il Salone internazionale del Mobile alla fiera di Milano-Rho. Due importanti manifestazioni che hanno dato spazio a design, creatività e innovazione.</p>
<p>Ad accompagnare queste due fiere ci sono state anche alcune polemiche, come quella di non essere state in grado di accogliere (per questioni di spazio) 491 aziende. A parte che se non è abbastanza grande la fiera di Rho (345.000 metri quadrati espositivi coperti e 60.000 all&#8217;aperto), roba che in confronto uno stadio è il negozietto sotto casa, mi sa che dovremmo riprendere le misure. Ma quale alternativa si poteva trovare? Dividere il salone in due sessioni? Allargare la fiera di Rho? Impensabile&#8230; e poi, che volete farci, finché danno la precedenza alle mucche!</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ceciliabrianza/3480738034/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3298/3480738034_b0c48fb517_m.jpg" width="240" height="180" alt="Mucche" class="foto" /></a></p>
<p>A Euroluce sono stati presentati numerosi prodotti per l&#8217;illuminazione dove la tecnologia è sempre più presente. Tra questi, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Vm8tcrOGxws" class="link">Giotto</a>, il primo sistema di illuminazione stradale a LED con integrata l’innovativa tecnologia digitale ZigBee, nato dalla collaborazione tra <a href="http://www.grechi.com" class="link">Grechi Illuminazione</a> e <a href="http://www.polidesign.net" class="link">POLI.design</a>. Il progettista e designer <a href="http://www.marcobrianza.it" class="link">Marco Brianza</a> ha saputo creare un prodotto dalle forme semplici e accattivanti che ha permesso l&#8217;impiego di sorgenti luminose a LED che, garantendo un&#8217;alta efficienza luminosa, ben si prestano alla variazione del flusso luminoso in base alle necessità, consentendo così un significativo risparmio energetico. </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ceciliabrianza/3480725854/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3352/3480725854_77bd2f1834_m.jpg" width="180" height="240" alt="Giotto" class="foto" /></a> <a href="http://www.flickr.com/photos/ceciliabrianza/3480725264/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3566/3480725264_f5f32528f6_m.jpg" width="240" height="180" alt="Giotto" class="foto" /></a></p>
<p>Osservando gli apparecchi per l&#8217;illuminazione stradale esposti in fiera sembra che, tranne per pochi, l&#8217;estetica sia rimasta ferma ai tempi delle fiaccole&#8230; e vabbe&#8217;, ma se consideriamo che alcuni di questi prodotti hanno anche problemi di ottica, viene da chiedersi se per quelle aziende forse non era il caso di investire le risorse in altro modo.</p>
<p>Progettare un sistema di illuminazione stradale è alquanto complesso. Non si comprende però come sia possibile che un noto marchio pubblicizzi un palo della luce, più volgarmente detto <em>lampione</em>, a risparmio energetico, ma ben lungi dall&#8217;essere funzionante concretamente.</p>
<p>A proposito di nomi, avete fatto caso che non è più in voga il termine <em>lampione</em>? Gli addetti del settore li chiamano apparecchi di illuminazione stradale, pali della luce, armature stradali, corpi illuminanti stradali ecc. per distaccarsi da una parola riduttiva e obsoleta. A questo punto mi chiedo: sarà ancora legittimo chiamare &#8220;lampadario&#8221; quell&#8217;oggetto che pende dal soffitto, o anche per quello hanno coniato un nuovo termine? Più che altro perché, nel bel mezzo di un discorso, non vorrei risultare vagamente <em>rétro</em>.</p>
<p>Passando all&#8217;illuminazione da interni devo ammettere che molti stand mi hanno &#8220;abbagliata&#8221; anche se, tocca dirlo, &#8220;non era tutto oro quello che luccicava&#8221;. Come una dimostrazione a cui ho assistito presso uno stand molto gettonato. L&#8217;espositore ci ha messo talmente tanto entusiasmo nella dimostrazione che sembrava la scoperta del secolo, ovvero una lampada OLED che varia la luminosità grazie a un sensore di prossimità. Peccato che siano arrivati con un lieve ritardo, perché la lampada <a href="http://www.mathmos.com/x12984.html" class="link">Mathmos Airswitch tc</a> che ho sul comodino, dotata anch&#8217;essa del medesimo sensore, è vecchia di almeno un anno e mezzo.</p>
<p>Un aspetto che merita di essere menzionato riguarda le indicazioni della fiera, tutte prese alla lettera.<br />
- &#8220;Apertura al pubblico unicamente domenica 26 aprile 2009&#8243;&#8230; eppure i numerosi visitatori di venerdì non mi pareva che fossero tutti operatori del settore.<br />
- &#8220;Vietato l&#8217;ingresso con bagagli ingombranti&#8221;&#8230; eppure ho rischiato di essere travolta da un trolley non propriamente dalle dimensioni &#8220;bagaglio a mano&#8221;.<br />
- &#8220;Vietato l&#8217;utilizzo di macchine fotografiche e cineprese&#8221;&#8230; eppure mi è sembrato che gli espositori ci tenessero particolarmente a essere immortalati vicino ai loro prodotti.</p>
<p>Un&#8217;organizzazione brillante si è vista negli ingressi-uscite con tessera espositore. In pratica, per evitare che una tessera espositore venga ceduta a qualcuno che è all&#8217;esterno della fiera, ogni volta che un espositore esce ed entra deve passare la tessera. E allora perché se da un&#8217;uscita dovevi passare la tessera, dall&#8217;altra gli uomini della security erano lì pronti ad aprirti le porte dicendo che non occorrreva alcuna tessera per andare all&#8217;esterno? In questo caos ho visto scene di espositori che dall&#8217;esterno timbravano prima l&#8217;uscita (per azzerare il passaggio) e subito dopo l&#8217;entrata. Ma son cose che capitano.</p>
<p>Altre foto della fiera le trovate <a href="http://flickr.com/gp/ceciliabrianza/9w87w5" class="link">qui</a>.</p>
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