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	<title>Cecilia Brianza - Blog &#187; Web</title>
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		<title>I18n e L10n</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 19:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[localizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi avverto, la successione di caratteri del titolo non è un&#8217;abbreviazione frutto della mia invenzione per non consumare troppo i tasti del mio MacBook, tantomeno un titolo codificato male, bensì l&#8217;abbrevizione internazionale che sta per Internazionalization (I18n) e Localization (L10n): 18 e 10 sono infatti i numeri di caratteri che intercorrono tra la prima e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi avverto, la successione di caratteri del titolo non è un&#8217;abbreviazione frutto della mia invenzione per non consumare troppo i tasti del mio MacBook, tantomeno un titolo codificato male, bensì l&#8217;abbrevizione internazionale che sta per <em>Internazionalization</em> (I18n) e <em>Localization</em> (L10n): 18 e 10 sono infatti i numeri di caratteri che intercorrono tra la prima e l&#8217;ultima lettera nelle rispettive parole.</p>
<p>Ho da poco localizzato due siti web, quindi affinché evitiate di domandarmi se c&#8217;entra qualcosa con il GPS, andrò a raccontare in cosa consiste e quali problematiche comporta la localizzazione di un sito, un lavoro che ogni webmaster prima o poi si trova ad affrontare.</p>
<p>Spesso si pensa che per creare un sito multilingue basti tradurre i testi e le immagini. Certo, la traduzione è necessaria, ma rendere un sito multilingue prevede anche altre attività, non meno importanti, che sono l&#8217;internazionalizzazione e la localizzazione, appunto.</p>
<p>L&#8217;internazionalizzazione è l&#8217;attività propedeutica alla localizzazione che permette a un sito web di essere fruito da utenti che appartengno a lingue e culture diverse. In questa fase, per esempio, i testi devono essere resi in una forma tale per cui sia possibile successivamente eseguirne una traduzione automatica.</p>
<p>La localizzazione è qualcosa che va oltre la traduzione, infatti oltre a trasformare le informazioni originali in una lingua diversa, le adatta a una realtà locale differente.<br />
Per esempio, la frase &#8220;Questo libro costa 10 euro&#8221; diventerà &#8220;This book costs 14 dollars&#8221; e non &#8220;This book costs 10 euro.&#8221; Per questo motivo non si parla solamente di lingua, ma anche di locale, ossia l&#8217;insieme delle caratteristiche (come il formato della data e dell&#8217;ora, la valuta, il sistema di scrittura, il fuso orario ecc.) che identificano l&#8217;appartenenza di un utente a una certa area culturale.</p>
<p>In un sito multilingue una delle impostazioni da adottare riguarda la lingua di default. Quale scegliere? la lingua del browser o la lingua basata sulla provenienza dell&#8217;indirizzo IP del visitatore?<br />
Di solito la scelta ricade sulla lingua più comune tra gli utilizzatori del sito, ma non è sempre facile scegliere. Analizzando le statistiche potremmo trovare dei visitatori insoliti, come gli italiani che lavorano in Svizzera, hanno un indirizzo IP francese e hanno impostato l&#8217;inglese come lingua del browser&#8230;</p>
<p>Le bandierine che vengono usate nei siti web per passare da una lingua all&#8217;altra sono un argomento molto dibattuto. Dal momento che le bandiere rappresentano gli stati e non le lingue, quali icone scegliere? Per la lingua inglese metteremo la bandiera del Regno Unito o quella degli Stati Uniti? Qualcuno risolve il problema dividendo in due le bandiere, mettendo da un lato quella di un paese e dall&#8217;altra quella di un altro.<br />
E se una lingua è comune a più paesi? Si può adottare la soluzione di affiancare la bandierina del paese al nome della lingua: così il visitatore di Zurigo selezionerà la bandiera svizzera con l&#8217;etichetta &#8220;DE&#8221;, mentre il visitatore di Ginevra selezionerà la bandiera svizzera con l&#8217;etichetta &#8220;FR&#8221;. Le locali vengono quindi identificate dalla coppia lingua-paese.</p>
<p>Gli accorgimenti da prendere in fase di internazionalizzazione sono molti: come andrebbero usate icone universali, così bisognerebbe progettare gli spazi per il testo in funzione della lingua più lunga prevista&#8230; ma spesso si apprendono dopo diversi test.</p>
<p>Lo scorso weekend mi sono dedicata alla sistemazione dei siti web, dato che alcuni siti che gestisco (per fortuna non questo!) sono stati vittima di un hackeraggio. Spulciando nelle cartelle mi sono imbattuta in file di dubbia provenienza e con nomi piuttosto subdoli: per esempio sono apparsi un <em>wp-appp</em> (nome molto simile al <em>wp-app</em> di WordPress) e un <em>footert</em> (nome non molto diverso dall&#8217;originale <em>footer</em>).<br />
Ora, se vi siete lasciati prendere dal panico e state andando sui vostri siti per controllare che sia tutto a posto, ricordatevi che i file con estensione <em>.po</em> e <em>.mo</em> sono quelli di localizzazione.</p>
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		<title>Per due trattini iPhone perse la firma</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 18:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi rendo conto che di fronte alle disquisizioni sul nuovo nato in casa Apple può sembrare poca cosa, ma sono un po&#8217; di giorni che sto affrontando con un amico una sottile discussione di cui vorrei rendervi partecipi. La faccenda è nata in seguito a una mail ricevuta che riportava in calce &#8220;Sent from my [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rendo conto che di fronte alle disquisizioni sul nuovo nato in casa Apple può sembrare poca cosa, ma sono un po&#8217; di giorni che sto affrontando con un amico una sottile discussione di cui vorrei rendervi partecipi.</p>
<p>La faccenda è nata in seguito a una mail ricevuta che riportava in calce &#8220;Sent from my iPhone&#8221;.<br />
Da buona conoscitrice degli standard della firma, ho fatto presente al mittente che la firma non rispettava la netiquette.<br />
Nulla di male, per carità, ma siccome è una persona precisa, ho preferito informarla dell&#8217; &#8220;infrazione&#8221; commessa.</p>
<p>Come previsto dalla netiquette, infatti, lo standard che delimita la firma dal resto della mail è una sequenza ben precisa: trattino, trattino, spazio, invio.<br />
Per esempio:</p>
<blockquote><p>
&#45;&#45;<br />
Sent from my iPhone
</p></blockquote>
<p>Il delimitatore di firma non è qualcosa di estetico, ma è uno standard utilizzato da molti client di posta elettronica per riconoscere le firme.</p>
<p>Da qui è nata la controversia sul fatto che la firma originale nelle mail da iPhone non sia corretta.<br />
Quindi mi chiedo: per quale motivo Apple non ha aggiunto quella manciata di caratteri prima della firma vera e propria?</p>
<p>Poi, vabbe&#8217;, ognuno è libero di modificare la firma come preferisce, anche mettendo dieci trattini, dodici asterischi o una nave da crociera.</p>
<p> &nbsp;  &nbsp;  &nbsp;  _ll__<br />
_,-&#8217;::::::::&#8217;=._/t__<br />
\___________/</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capita anche questo</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 14:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cecilia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Capisci che la tua presenza in Rete non passa inosservata quando: - Un noto editore ti invita a leggere in anteprima due capitoli di un libro e scrivere una recensione sullo stesso. - Ti scrivono dall&#8217;Argentina chiedendo di aiutarli a ricostruire il loro albero genealogico partendo da nomi e date. Manco fossi l&#8217;archivio anagrafico! - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capisci che la tua presenza in Rete non passa inosservata quando:</p>
<p>- Un noto editore ti invita a leggere in anteprima due capitoli di un libro e scrivere una recensione sullo stesso.</p>
<p>- Ti scrivono dall&#8217;Argentina chiedendo di aiutarli a ricostruire il loro albero genealogico partendo da nomi e date.<br />
Manco fossi l&#8217;archivio anagrafico!</p>
<p>- Ti chiedono l&#8217;autorizzazione per pubblicare le tue foto di <a href="http://www.ceciliabrianza.it/blog/2008/09/24/e-acqua-panna/" target="_blank">Saturnia</a>, <a href="http://www.toscanissima.com/bibbona/pinetedeltombolo.php" class="link" target="_blank">Bibbona</a>, <a href="http://www.travelcastpiceno.it/index.php/en/Piceno-towns/San-Benedetto-del-Tronto.html" class="link" target="_blank">San Benedetto del Tronto</a> e <a href="http://www.schmap.com/italy/attractions/#r=none&#038;mapview=Map&#038;tab=Places&#038;p=113300&#038;topleft=49.90879,4.63623&#038;bottomright=35.55011,16.98486&#038;i=113300_3.jpg" class="link" target="_blank">Torino</a> su siti di promozione turistica.</p>
<p>- Ti chiedono di fare pubblicità al ciclismo femminile sul tuo blog.<br />
Solo perché al Mondiale di ciclismo a Varese ti hanno visto con <a href="http://www.ceciliabrianza.it/blog/2008/09/28/varese-2008/" target="_blank">questa macchina fotografica</a>.</p>
<p>- Ti invitano a partecipare a un reality game della durata di tre settimane.</p>
<p>- Ti invitano a una serata tra blogger in cui vengono sponsorizzati prodotti salutari.</p>
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