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Indovina chi?
di Cecilia | 30 settembre 2009 | 18:46 | Tecnologia | Permalink | Commenti (0)Una statua bronzea, un autoritratto, un sarcofago egizio, un gatto bianco: cosa hanno in comune queste immagini?

Apparentemente nulla, ma per Picasa e iPhoto le immagini contengono dei volti.
La più recente e accattivante funzionalità di questi gestori di immagini è, senza ombra di dubbio, l’algoritmo del riconoscimento facciale che, analizzando le foto, individua i volti e permette di taggarli.
Naturalmente il face detection è stato pensato per i volti umani, ma sappiamo bene che anche la tecnologia cade in errore… forse andrebbe rivista la locuzione latina “errare humanum est…”.
Dopo aver taggato una parte significativa delle mie foto, posso dire con tutta franchezza che il riconoscimento facciale di Picasa e iPhoto funziona molto bene. Chiaramente va istruito: più foto possiede di una persona, più sarà in grado di riconoscerla in altre foto, ma è sorprendente come riesca a riconoscere in un autoritratto una persona ad esso già nota (non so se dare il merito all’autrice dell’autoritratto, che tra l’altro non è un’artista, o all’algoritmo). Certo, ha i suoi punti deboli: basta che una volta si tagga una persona con gli occhiali da sole, che ogni qual volta troverà un volto con quel tipo di occhiali proporrà quel nome. Poi vabbe’… ci sono persone con una fronte o un naso così importanti che è ben difficile che sbagli.
Vedermi associate fotografie di una bimba gioconda, una Minnie e una biondissima liceale, da una parte mi ha confortato, dall’altra mi ha fatto riflettere su quanto sia effettivamente cambiata negli anni.

Ricostruire la propria timeline fotografica, ora è facile e veloce. Ripercorrendo i vari momenti immortalati nelle foto troveranno spazio commenti di un certo spessore quali “come stavo male con l’apparecchio ai denti!” e “possibile che a vent’anni di distanza a mia madre vada ancora bene quel prendisole azzurro?”, si presenteranno improvvisi ricordi nostalgici e spunteranno impietosi ritratti che si vorrebbero far sparire per sempre, ma ormai è troppo tardi… ci sono troppi backup in giro.
E man mano che si aggiungono foto, il proprio libro di facce prende forma… e senza nemmeno dover chiedere l’amicizia. Saltano fuori tante di quelle facce da non immaginare e solo a quel punto ci si rende conto di quante persone si conoscono, anche se, tutto sommato, sembra ingiustificato quel migliaio o giù di lì di proprie foto personali.
Ora che si è diffusa la tendenza di mandare agli amici — in occasione di compleanni, anniversari ecc. — foto imbarazzanti che rievocano eventi del loro passato, cercare nel proprio archivio fotografico non è mai stato così semplice.
Geotag (o dell’andare, del vedere… e del mangiare)
di IG e Cecilia | 26 giugno 2009 | 15:46 | Tecnologia, Web | Permalink | Commenti (3)Se l’argomento trattato nel post Mappe e dintorni vi ha appassionato così tanto che avete iniziato a viaggiare virtualmente con Google Latitude facendo credere agli amici che un giorno siete a Milano, il giorno successivo a New York, due giorni dopo a Bolzano… allora siete pronti per iniziare a geotaggare le vostre foto.
Possiamo capire che prima di arrivare a geotaggare le foto, uno è più interessato a eliminare occhi rossi, raddrizzare campanili o bilanciare il bianco della neve… ma se si vuole mantenere ordine tra i propri scatti, la geotaggatura è un passo importante.
Avere una macchina fotografica dotata di GPS è senz’altro la modalità più comoda per geotaggare le foto, dato che ci pensa la macchina stessa. Attualmente però non sono molte le fotocamere in commercio a offrire questa funzionalità, a differenza di molti cellulari di terza generazione, come l’iPhone, che hanno il GPS integrato.
Poniamo che siete in un locale carino e volete memorizzare la posizione geografica, come fate? Dal momento che “la migliore macchina fotografica è quella che hai con te”, un qualsiasi scatto con l’iPhone vi permetterà di taggare la location. Un metodo alternativo per prendere appunti geografici.
Altrimenti, alle foto si possono aggiungere le informazioni latitudinali e longitudinali a posteriori. Per esempio, con Picasa basta cliccare il bottone “Geotag” e posizionare le foto in Google Earth; automaticamente verranno associate le coordinate.
Con questo metodo occorre però molta memoria, per cui non stupitevi se l’amico con cui avete cenato qualche sera prima vi manda una mail, dall’oggetto “devo geotaggare”, con allegata la foto di una portata chiedendovi come si chiamava il ristorante… Vuole solo documentare a futura memoria dove e cosa aveva mangiato il giorno X.
Se, invece, avete già esperienza nel campo della geotaggatura, potete passare all’ottimo e intuitivo GeoSetter, l’unico freeware in grado di geotaggare oltre che i JPG anche i file RAW (NEF, CR2… DNG). E chissà com’è GeoCocker!
Se viaggiate molto e scattate molte foto, allora per geotaggare accuratamente vi conviene farvi aiutare da un GPS logger che, portato con sé, memorizza in ogni istante la vostra posizione. Per assegnare le coordinate alle foto, occorre un software che sincronizzi i due flussi (foto e log) tramite data e ora… e il gioco è fatto. Non è necessario che l’orario della macchina fotografica sia perfettamente allineato al secondo con l’orario del GPS logger (l’ora del GPS è sempre GMT+0), sarà l’ottimo freeware GPicSync a venirci in aiuto! È sufficiente lanciare l’applicazione, selezionare la cartella delle immagini da geotaggare, selezionare il log del GPS, e impostare l’ora segnata in questo istante dalla macchina fotografica e dal logger GPS. L’importante è naturalmente che non abbiate cambiato manualmente l’ora dopo aver scattato le fotografie… Vi siete dimenticati di impostare il fuso orario su GMT-5 durante la vostra ultima settimana a New York? Nessun problema: a GPicSync basta sapere lo scarto fra l’ora impostata sulla vostra macchina e il “tempo medio di Greenwich” (appunto il GMT+0).
Avere foto geotaggate è importante, e non solo per sé. Prendete il caso di VinCo: crea filmati divertenti a partire da foto e brevi video dei viaggi di parenti e amici. Dargli una chiavetta USB dicendo: “ecco, qui ci sono le foto del mio viaggio in Toscana-Umbria” potrebbe non bastare se le foto non hanno l’informazione geografica. Il poveretto si troverebbe in difficoltà a capire se il Palazzo della foto IMG_0898 si trova a Gubbio o a Pienza; se è più fortunato potrebbe risalire alla località grazie a cartelli o targhe. Se, invece, le foto sono geotaggate, farà sempre delle ricerche per individuare lo stile architettonico dell’edificio, ma almeno non scambierà Palazzo dei Consoli a Gubbio con Palazzo Piccolomini a Pienza.
Se avete installato sul vostro computer l’immancabile Google Earth, vi consigliamo di installare il freeware Panorado Flyer. Avete ricevuto da un amico una foto geotaggata? Tasto destro sul JPG -> Panorado Flyer -> Show location in Google Earth, ed ecco quel ristorantino di Marina di Ravenna dove l’amico vi consiglia di andare a mangiare (anche se la foto del piatto di cozze non è proprio il massimo…).
Analogamente, se condividiamo online – per esempio su Flickr o Panoramio – le nostre foto geotaggate, potremmo essere d’aiuto a qualcuno. Sicuramente c’è chi sta valutando dove andare in vacanza: sapere che a Marina di Bibbona la spiaggia è prevalentemente di sabbia, potrebbe rallegrare una famigliola che, dopo un’estate a Mattinata, non ne vuole più sapere di camminare sui sassi.
E se i geotag sono una derivazione dei tag, cosa potranno mai essere i geofeed? Ecco un esempio di cosa compare se cercate su Google Maps foto taggate dervio, corenno plinio, dorio che abbiano metadati geografici. C’è chi ha contribuito a promuovere turisticamente l’alto Lario
Picnik
di Cecilia | 9 dicembre 2007 | 10:01 | Tecnologia, Web | Permalink | Commenti (0)Alzi la mano chi non conosce Picnik. Picnik con la k, proprio con questa k che è tanto di moda. E una volta tanto non ha nulla a che fare con il linguaggio giovanile.
Picnik è un foto editor che consente di modificare facilmente le immagini digitali direttamente online.
Si possono prendere le foto dal proprio computer oppure da Flickr, Picasa Web Album, Photobucket, Facebook, Webshots ed effettuare le più comuni operazioni di editing fotografico (contrasto, rotazione, ritaglio, ridimensionamento, eliminazione dell’effetto occhi rossi ecc.). Il tutto ovunque ci si trovi e senza passare da alcun computer.
Perché non modificare le fotografie su questi noti siti di photo sharing?
Flickr ha pensato anche a questo. Da meno di una settimana è possibile grazie all’integrazione di Picnik.
Grafica accattivante, usabilità ottima, velocità di elaborazione delle foto: questi sono solo alcuni dei punti di forza di Picnik.
Beh, non vi dico altro. Vi bastano pochi minuti per provarlo.
Un esempio? Il mio primo ritocco ha prodotto questo risultato:
Buon lavoro!
Flickr
di Cecilia | 31 ottobre 2007 | 19:06 | Tecnologia, Web | Permalink | Commenti (0)Dopo un anno di foto pubblicate su Flickr, eccovi un collage delle foto che la gente ha trovato interessanti.
Siete d’accordo con questa selezione?
E a chi non bastasse Flickr può dare un’occhiata qua.
























