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Food stylist in trattoria

di Cecilia | 21 luglio 2009 | 16:44 | Notizie | Permalink | Commenti (2)

Sono stata scelta dall’agenzia di comunicazione SMSTopCommunication per presentare, in anteprima, GeoFoodr, il primo social network per gli amanti del bel cibo.

GeoFoodr sarà un servizio web basato sulla geolocalizzazione dei piatti dei ristoranti. Il social network permetterà agli utenti di pubblicare foto geotaggate di portate e allo stesso tempo di scegliere ristoranti in base alla locazione geografica e alla presentazione dei piatti.

Tortello Red cabbage

Se siete in giro e non sapete dove andare a pranzo, vi basterà dare un’occhiata alle foto dei piatti di ristoranti, pizzerie, trattorie ecc. con geotag vicino alla vostra posizione geografica… ed ecco che vi verrà voglia di andare a provare quel bel riso con le fragole…

Riso con le fragole

… e se poi non è buono, perlomeno l’occhio ha avuto la sua parte!

Così come gli architetti ora prestano maggiore attenzione, per colpa di Google Earth, ai tetti degli edifici che progettano, i ristoratori dovranno prestare attenzione alla mise en plat. Troveremo presto anche in osteria delle composizioni degne di un ristorante citato nella Guida Michelin?

I presupposti perché diventi il fenomeno dell’autunno ci sono tutti, quindi fotocamera alla mano e buona geotaggatura a tutti… GeoFoodr sta arrivando.

Foto courtesy: Igor Gottardi

P.S. Se avete saltato il post Geotag (o dell’andare, del vedere… e del mangiare), magari perché è troppo prolisso, ora vi tocca leggerlo… per il semplice motivo che è propedeutico a GeoFoodr :-P



Facebook

di Cecilia | 16 novembre 2008 | 18:57 | Web | Permalink | Commenti (7)

Visto che non si fa altro che parlare di Facebook, non si fa in tempo a conoscere una persona che parte la richiesta di amicizia… dico anch’io la mia su questo fenomeno.

Se siete Facebook dipendenti e cercate una cura, se siete tra quelli che ancora non si sono registrati perché difendete la vostra privacy, se vi siete registrati per fare un favore a un amico, se sono mesi che lo utilizzate e non avete ancora capito a cosa serve… magari qui trovate qualche buon motivo per iniziare/continuare/interrompere l’avventura.

Con il successo di Facebook si è ritornati a parlare dei sei gradi di separazione. Che, dicono, ormai sono scesi a tre…
I sei gradi di separazione sono quella teoria secondo cui ogni abitante della Terra sarebbe collegato a qualcun altro da massimo sei persone. Ora, guardando l’andamento di Facebook sono dell’idea che qualcosa fra un po’ succederà. Saremo tutti connessi? Mah, anche se guardando la quantità di contatti che hanno certe persone non c’è da stupirsi. Sono convinta che ci siano utenti che pur di raggiungere il record di amicizie aggiungono pure il ragazzo che si sedeva vicino sul pullman quando andavano a scuola vent’anni fa.

Facebook è un esercizio di memoria. Si vanno a ripescare compagni di scuola che non si vedevano da parecchi anni. Ci si sforza di ricordare i cognomi (è risaputo che è ben più difficile dei nomi) e una volta che uno per tutti (di solito il capoclasse) trova i compagni, il gioco è fatto; grazie a “gli amici che potresti conoscere” pian piano si formano le classi.
Come minimo vieni a sapere che il bambino grassoccio e logorroico che nessuno voleva come compagno di banco, adesso è un tipo talmente fico che a momenti vince il titolo di Mister Italia. Poi scopri che quei ragazzi che a scuola erano tanto docili e mansueti, oggi se ne escono con certe domande che nemmeno ti puoi aspettare.
Ma diciamola tutta. Anche se è passato tanto tempo, agli ex compagni di scuola interessano di più le fotografie delle vacanze al mare e lo stato sentimentale, di tutto il resto. Uno può avere due lauree, un master, esperienze lavorative all’estero, e ora ricoprire un’ottima posizione in una multinazionale, ma a loro non frega assolutamente nulla di tutto questo.

Vi avverto: la bacheca, o se preferite wall, è pericolosa.
A parte il fatto che la gente vi scrive senza pensare troppo che quelle righe nella migliore delle ipotesi saranno lette da centinaia di persone, ma poi alcuni si lasciano andare in certe confidenze… roba che se volevi mantenere riservata una notizia, nel giro di poche ore la stessa ha fatto il giro del mondo.

Ma veniamo alla questione fotografie. Facebook permette di caricare delle foto e di taggare le persone rappresentate. Funzionalità attraente, ma che può non risultare gradita. Anche perché non è proprio carino che una mattina nella propria inbox ci sia un messaggio del genere: “Sei stato taggato da Tizio nella foto X”… e ritrovarsi, in una foto visibile da un numero esagerato di persone, ritratti al vernissage della sera prima, in bella compagnia, con l’evidente espressione del cucco. Pare che qualcuno, talmente imbarazzato, si sia tolto da Facebook e adesso stia alla larga dai social network.

Comunque, dopo aver visto il flusso di attività di alcuni contatti (la giornata tipo: aggiunge due amici trovati con “trova amici per email”, gioca con il suo pet in Pet Society, commenta la foto dell’amico che non vede da un giorno, fa il test “quanto me la tiro”, regala un famoso pupazzo degli anni ’80 a un’amica, scrive un messaggio inutile sulla bacheca del cugino del fidanzato, offre un Pampero a un amico che dieci anni fa lo ha fatto ubriacare (col Pampero), si unisce al gruppo “ma alla fine si è saputo più niente dei due leocorni?”, diventa fan di Nutella, accetta l’invito a un festino, e per finire alle 3:42 aggiorna il suo stato con “è da due ore che continuo a ripetermi di andare a dormire e non riesco a chiudere Facebook!”), una domanda mi sorge spontanea: ma queste persone lavorano per Facebook?
Ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale.

In tutto questo, una cosa l’ho capita: Facebook premia chi perde più tempo.
Conosco dei buoni pretendenti al gradino più alto del podio.



iGoor

di Cecilia | 19 giugno 2008 | 9:00 | Web | Permalink | Commenti (2)

Ho assistito ieri, a Sesto San Giovanni, alla conferenza stampa di presentazione del social network per chi è social ma non ha un proprio network: iGoor.

iGoor

Un nome 2.0, sulla scia di Flickr, Twitter, Tumblr
Un logo a metà tra iGoogle e Flickr.

iGoor è il primo social network che riunisce i migliori commenti (votati dagli utenti) di blog, foto, video e libri online. Attualmente supporta WordPress, Blogger, Splinder, Flickr, Photobucket, SmugMug, YouTube e aNobii, ma presto anche i commenti di altre piattaforme di publishing.

Nel Web 2.0 spesso il commento è più significativo del contenuto stesso, per questo iGoor mira a valorizzare tutti quei bravi commentatori un po’ timidi che non se la sentono di cominciare a pubblicare contenuti.

L’unico dubbio è come mai, in fase beta, sia già alla versione 36!



Plaxo

di Cecilia | 4 novembre 2007 | 9:51 | Tecnologia, Web | Permalink | Commenti (0)

Vi espongo il mio caos e poi capirete come sono riuscita a fare ordine grazie a un servizio online di sincronizzazione: Plaxo.

Fino a qualche mese fa utilizzavo su PC rubrica, calendario e task di Outlook e su Mac Thunderbird, Address Book e iCal. E sincronizzavo esclusivamente il cellulare con il Mac.
Avevo quindi una dispersione di contatti e per di più le rubriche non erano tutte sincronizzate tra loro.

Poi mi sono affidata a Plaxo e da tante rubriche (PC, Mac, cellulare) se ne è creata una online, su Plaxo appunto.

Plaxo permette la sincronizzazione tra Google Calendar, Outlook, Outlook Express, Vista Mail, Hotmail, Yahoo! Mail e Calendar, Address Book, iCal, iPhone, AOL AIM, Thunderbird, LinkedIn.

Altra cosa molto interessante che offre è l’aggiornamento automatico dei contatti; quando i propri contatti aggiornano le loro informazioni tramite Plaxo, si riceve l’aggiornamento nella propria rubrica (in questo modo le rubriche comunicano tra loro).

Inoltre permette l’accesso online dei propri dati e il tracking dei contenuti online degli amici: post dei blog, foto di Flickr, video di YouTube ecc.

Insomma, un sistema di sincronizzazione che funziona a prescindere dalla piattaforma e dal dispositivo che si utilizza.
A oggi sono ancora pochi i miei contatti che utilizzano questo servizio. Spero di trovare presto su Plaxo qualche lettore :-)

Per farvi un’idea guardate questo video.