L’amico segreto… o quasi

Chi ha trascorso qualche Natale in Brasile o ha amici brasiliani avrà sentito parlare dell’ “amico segreto”, un gioco molto diffuso in Brasile (ma anche in altri paesi sudamericani) il giorno di Natale.

Infatti, oltre ai soliti regali tra familiari e amici, i Brasiliani sono soliti fare un regalo all’amico segreto (così si chiama a São Paulo, “amico occulto” a Rio de Janeiro, “amico invisibile” a Santa Catarina), una persona estratta a sorte tra le quali si trascorre il giorno di Natale e che dovrà tenere segreta fino allo scambio dei regali.

Regali

Ma esiste anche una variante di questo gioco un po’ meno conosciuta, ma più divertente. Ed è proprio questa che a Natale abbiamo sperimentato in famiglia.

Quando si riuniscono più famiglie può capitare di ricevere regali a sorpresa da persone da cui non ci si aspetta, oppure sentirsi in dovere di trovare un pensierino per tutti, ma non è sempre facile se non si conosce bene una persona… Ecco allora che si può giocare a una sorta di amico segreto.

Ogni partecipante porta un regalo senza rivelarne a nessuno il contenuto. Si creano dei bigliettini su ognuno dei quali si scrive un numero (da 1 al numero dei partecipanti) e si mettono chiusi in cestino. Successivamente, ciascuno pesca un bigliettino e comunica agli altri giocatori il numero. ll giocatore con il numero più basso inizia a scegliere uno tra i regali e aspetta a scartarlo; il giocatore con il numero seguente (e così via fino al numero più alto) sceglie tra i regali rimasti e aspetta a scartarlo. Quando tutti i giocatori hanno scelto il proprio regalo, si rimettono i bigliettini (chiusi) nel cestino e si procede a un’ulteriore pesca.
Quindi ogni partecipante comunica il numero pescato e il giocatore che ha il numero più basso può decidere se scartare il regalo che aveva scelto durante la prima fase del gioco oppure se scambiare il regalo con un altro giocatore, dopodiché lo deve scartare. Si procede con il giocatore con il numero successivo, il quale può decidere se scartare il regalo scelto prima oppure se scambiare il regalo con un altro giocatore (può farlo sia con un regalo già scartato, sia con un regalo ancora incartato). Il gioco continua finché l’ultimo giocatore decide di aprire il proprio regalo (che è ancora incartato) oppure se scambiarlo con quello di un altro giocatore.

È evidente che da una fase all’altra del gioco tutto può cambiare: se nella prima fase il più fortunato è colui che pesca il numero più basso e quindi ha la possibilità di scegliere tra tutti i regali incartati, nella seconda fase il giocatore più fortunato è quello con il numero più alto poiché può scegliere tra n-1 regali già noti oppure se rischiare ad aprire il suo regalo incartato.

È proprio questa dose di indecisione che rende il gioco stimolante: scambio il regalo con uno già scartato perché mi piace o rischio e lo scambio con un altro regalo ancora incartato? oppure apro il mio?

Che poi, la bravura dei giocatori sta anche nel camuffare bene i regali.
Per esempio, chi avrebbe mai sospettato che dentro a una confezione tipica di pasticceria ci sarebbe stato un ombrellino pieghevole?

A ogni modo, è stata scambiata una candela (incartata) con una cornice di legno (incartata) ed è stata scambiata una tazzina da caffè Revol (incartata) con una scatola di cioccolatini a forma di bottigliette (già scartata).

Chi ha preferito, al contrario, tenere il regalo scelto ha trovato: una lampada a forma di maialino, un sapone, un ombrellino, un libro, dei bicchierini ecc.

In questo gioco, dato che partecipano tante persone di età diverse, sarebbe meglio fare regali generici, eppure tra i regali c’è stato il librino di Arthur Schopenhauer L’arte di ottenere ragione che è capitato proprio a chi vuole sempre avere ragione. Inutile dire che chi ha portato quel regalo aveva pensato proprio a quella persona.
E pensate al sospiro di sollievo di chi ha regalato la tazzina da caffè quando ha visto che il giocatore l’ha scambiata, dato che ne aveva già ricevuta una in regalo due anni fa.

Poi vabbe’… se il gioco termina con un regalo che non serve o non piace, almeno ci si è divertiti 🙂


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