Blog

Dolce baratto

  • 08/06/2022

È tardo pomeriggio, fa un caldo anomalo per essere inizio giugno ed è da stamattina presto che non mangio qualcosa. Entro in una rinomata pasticceria e tutti i miei sensi vengono rapiti da pasticcini, torte e lievitati. Per un paio di minuti scruto il bancone con le paste esposte con l’arduo compito di scegliere qualche dolcetto per colmare il vuoto allo stomaco.

La proprietaria della pasticceria, vedendomi in difficoltà, mi dà un consiglio: “Il cannoncino alla crema deve proprio assaggiarlo, è devastante!”.
“Sì, prendo un cannoncino, poi…” i miei occhi continuano a oscillare indecisi sugli altri pasticcini.

Indico quindi una monoporzione di pâte à choux, ma la pasticciera non mi asseconda: “Questo ha la panna, non glielo consiglio, con il caldo che fa andrei più sulla frutta…”.
“Perfetto, una tartelletta alla frutta va benissimo” aggiungo io.

Mi sposto a osservare i lievitati: “Sono tutti con il lievito madre, vero?”.
“Certo, noi usiamo solo il lievito naturale in tutte le nostre preparazioni”.
“La girella danese con l’uvetta mi attira…”
“Ottima scelta, altro?”
“Basta così, grazie”.

Mentre prendo il portafogli dalla borsa, la pasticciera fa il conto: “Sono 105 euro”.
Devo avere capito male: “Come scusi?”
“Per le tre paste sono 105 euro”.

Va bene che è una pasticceria nota e ha vinto una puntata di “Cake Star – Pasticcerie in sfida”, ma ci deve essere un errore. Apro il portafogli, non ci sono banconote. Che strano, ero convinta di avere almeno 50 euro… Vorrà dire che pagherò con la carta di credito. Ma dove sono finite le mie carte? Non c’è più nessuna carta nel portafogli.

Le chiedo, cortesemente, di avere pazienza: “Un attimo solo che controllo meglio nella borsa”.
Rovisto freneticamente nella borsa, ma niente. Controllo nelle tasche, niente, sono vuote.

Inizia a girarmi la testa, sarà un calo di zuccheri, sarà il caldo… Mi siedo un attimo.
“Non mi sento molto bene…”.

E ora cosa faccio? Non mi reggo in piedi, non posso non mangiare nulla. Con queste poche monete nel portafogli non ci faccio nulla.

Dopo cinque minuti mi sembra di stare leggermente meglio, mi alzo e affronto la pasticciera: “Mi scusi, ma devo rinunciare alle paste, non ho abbastanza soldi.”
“Non è possibile, in queste condizioni non può uscire di qui, aspetti un attimo” continua lei.

Dopo un paio di minuti torna insieme al marito: “Ma io la conosco, lei è una regista, può mangiare tutte le paste che vuole, ma in cambio ho una proposta indecente da farle”.
“Adesso sto meglio, scusatemi per il disturbo, ma ora devo proprio andare…”.
“Senta la mia proposta: se lei ci fa vedere il suo ultimo film, può mangiare tutti i pasticcini che vuole”.

Mentre la mia mente sta già pregustando la sfoglia ben caramellata, trovo nel telefono il link e la password del film.

La proprietaria entra in sala con un computer. Faccio partire il film e arriva molta gente, saranno almeno cinquanta persone, tutti curiosi di vedere il film.

In pochi minuti, quella che era una pasticceria diventa una sala cinematografica.
Non mi era mai capitato di barattare un mio film con un cabaret di pasticcini.

Dopo i titoli di coda, vengono tutti da me a complimentarsi.

Ora il mio pensiero è uno solo: non lasciare il mio film in mano ai pasticceri, devo cancellare tutti i dati di navigazione, la cache, la password salvata… come si fa con questo computer? non è un Mac! come si fa?

Mi sveglio tutta sudata.

La mente è qualcosa di eccezionale. Ho fatto un incubo che ha unito le mie passioni: cinema e pasticceria.

Categorie

RSS

New membership are not allowed.