La borsa di Mary Poppins

Mi domando con un lieve turbamento se sono la sola ad avere riluttanza a compiere una certa attività.
Se mantenere ordine sulla scrivania o in casa talvolta può risultare appagante, nelle proprie borse/zaini invece non si ha mai il coraggio di mettere le mani, soprattutto per non ammettere a se stessi di aver messo tutta quella roba là dentro.

Insomma, oggi ho svuotato la mia borsa e ho realizzato che il peso della stessa non era dovuto al MacBook ingrassato della nuova memoria e del nuovo disco, ma a una serie di oggetti, quali:

– elastico arancione per capelli che in questo periodo è intonato a quei due cachi rimasti sulla pianta;
– cavetto USB che non ricordo bene se è del mio vecchio hard disk o di una fotocamera prestata;
– tubetto simil-crema senza alcuna dicitura, per cui potrebbe contenere benissimo maionese;
– penna a tre colori di cui il colore più deciso è un verdino sbiadito;
– tester per batterie, mai utilizzato, che qualcuno da un po’ di mesi sta cercando;
– chewing gum ormai diventate caramelle gommose senza zucchero;
– cuffie per cellulare con girocollo pari alla circonferenza vita di una Barbie;
– cartolina di una mostra a Milano conservata con cura dato che gli artisti ora espongono a New York;
– foglietto con annotato un indirizzo ormai obsoleto perché la persona cambia casa con la frequenza con cui un italiano medio mangia la pizza;
e infine…
– pillole di betacarotene che tra un po’ di mesi saranno diventate di deltacarotene, e allora sì che potrò espormi al sole con tranquillità!


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