Geotag (o dell’andare, del vedere… e del mangiare)

Se l’argomento trattato nel post Mappe e dintorni vi ha appassionato così tanto che avete iniziato a viaggiare virtualmente con Google Latitude facendo credere agli amici che un giorno siete a Milano, il giorno successivo a New York, due giorni dopo a Bolzano… allora siete pronti per iniziare a geotaggare le vostre foto.
Possiamo capire che prima di arrivare a geotaggare le foto, uno è più interessato a eliminare occhi rossi, raddrizzare campanili o bilanciare il bianco della neve… ma se si vuole mantenere ordine tra i propri scatti, la geotaggatura è un passo importante.

Avere una macchina fotografica dotata di GPS è senz’altro la modalità più comoda per geotaggare le foto, dato che ci pensa la macchina stessa. Attualmente però non sono molte le fotocamere in commercio a offrire questa funzionalità, a differenza di molti cellulari di terza generazione, come l’iPhone, che hanno il GPS integrato.
Poniamo che siete in un locale carino e volete memorizzare la posizione geografica, come fate? Dal momento che “la migliore macchina fotografica è quella che hai con te”, un qualsiasi scatto con l’iPhone vi permetterà di taggare la location. Un metodo alternativo per prendere appunti geografici.

Altrimenti, alle foto si possono aggiungere le informazioni latitudinali e longitudinali a posteriori. Per esempio, con Picasa basta cliccare il bottone “Geotag” e posizionare le foto in Google Earth; automaticamente verranno associate le coordinate.
Con questo metodo occorre però molta memoria, per cui non stupitevi se l’amico con cui avete cenato qualche sera prima vi manda una mail, dall’oggetto “devo geotaggare”, con allegata la foto di una portata chiedendovi come si chiamava il ristorante… Vuole solo documentare a futura memoria dove e cosa aveva mangiato il giorno X.
Se, invece, avete già esperienza nel campo della geotaggatura, potete passare all’ottimo e intuitivo GeoSetter, l’unico freeware in grado di geotaggare oltre che i JPG anche i file RAW (NEF, CR2… DNG). E chissà com’è GeoCocker!

Se viaggiate molto e scattate molte foto, allora per geotaggare accuratamente vi conviene farvi aiutare da un GPS logger che, portato con sé, memorizza in ogni istante la vostra posizione. Per assegnare le coordinate alle foto, occorre un software che sincronizzi i due flussi (foto e log) tramite data e ora… e il gioco è fatto. Non è necessario che l’orario della macchina fotografica sia perfettamente allineato al secondo con l’orario del GPS logger (l’ora del GPS è sempre GMT+0), sarà l’ottimo freeware GPicSync a venirci in aiuto! È sufficiente lanciare l’applicazione, selezionare la cartella delle immagini da geotaggare, selezionare il log del GPS, e impostare l’ora segnata in questo istante dalla macchina fotografica e dal logger GPS. L’importante è naturalmente che non abbiate cambiato manualmente l’ora dopo aver scattato le fotografie… Vi siete dimenticati di impostare il fuso orario su GMT-5 durante la vostra ultima settimana a New York? Nessun problema: a GPicSync basta sapere lo scarto fra l’ora impostata sulla vostra macchina e il “tempo medio di Greenwich” (appunto il GMT+0).

Avere foto geotaggate è importante, e non solo per sé. Prendete il caso di VinCo: crea filmati divertenti a partire da foto e brevi video dei viaggi di parenti e amici. Dargli una chiavetta USB dicendo: “ecco, qui ci sono le foto del mio viaggio in Toscana-Umbria” potrebbe non bastare se le foto non hanno l’informazione geografica. Il poveretto si troverebbe in difficoltà a capire se il Palazzo della foto IMG_0898 si trova a Gubbio o a Pienza; se è più fortunato potrebbe risalire alla località grazie a cartelli o targhe. Se, invece, le foto sono geotaggate, farà sempre delle ricerche per individuare lo stile architettonico dell’edificio, ma almeno non scambierà Palazzo dei Consoli a Gubbio con Palazzo Piccolomini a Pienza.
Se avete installato sul vostro computer l’immancabile Google Earth, vi consigliamo di installare il freeware Panorado Flyer. Avete ricevuto da un amico una foto geotaggata? Tasto destro sul JPG -> Panorado Flyer -> Show location in Google Earth, ed ecco quel ristorantino di Marina di Ravenna dove l’amico vi consiglia di andare a mangiare (anche se la foto del piatto di cozze non è proprio il massimo…).

Analogamente, se condividiamo online – per esempio su Flickr o Panoramio – le nostre foto geotaggate, potremmo essere d’aiuto a qualcuno. Sicuramente c’è chi sta valutando dove andare in vacanza: sapere che a Marina di Bibbona la spiaggia è prevalentemente di sabbia, potrebbe rallegrare una famigliola che, dopo un’estate a Mattinata, non ne vuole più sapere di camminare sui sassi.

E se i geotag sono una derivazione dei tag, cosa potranno mai essere i geofeed? Ecco un esempio di cosa compare se cercate su Google Maps foto taggate dervio, corenno plinio, dorio che abbiano metadati geografici. C’è chi ha contribuito a promuovere turisticamente l’alto Lario 😉


3 Risposte

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  2. VinCo
    | Rispondi

    Cavoli è interessante!
    Ma prima di seguire quanto suggerisci dovrò imparare a usare sempre i TAG, cosa che al momento non utilizzo pressochè mai.
    Certo che l’impianto mi sembra molto macchinoso comunque al momento penso di installare PANORADO Flyer (sperando che non sia come l’assurdo PICASA che m’ha dato un sacco di problemi e che ho disinstallato).
    Mi scuso per lo scambio Palazzo dei Consoli con Palazzo Piccolomini.
    Grazie ciao!
    VinCo

  3. […] Se avete saltato il post Geotag (o dell’andare, del vedere… e del mangiare), magari perché è troppo prolisso, ora vi tocca leggerlo… per il semplice motivo che è […]

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