Maker Faire Rome 2013

Si è conclusa da poco la prima edizione europea della Maker Faire, una delle più grandi fiere al mondo dedicata all’innovazione e alla creatività.

Ad accogliere il pubblico al Palazzo dei Congressi di Roma c’erano queste tre parole: SCOPRI, INVENTA, CREA. Protagonisti della fiera oltre duecento espositori: i makers. Ma chi sono i makers?

Massimo Banzi li definisce così:

I Maker sono personaggi interessanti: non sono nerd, anzi sono dei tipi piuttosto fighi che si interessano di tecnologia, design, arte, sostenibilità, modelli di business alternativi. Vivono di comunità online, software e hardware open source ma anche del sogno di inventare qualcosa da produrre autonomamente, per vivere delle proprie invezioni. In un momento di crisi si inventano il loro lavoro invece che cercarne uno classico.

È stata una fiera che ha chiuso con un bilancio più che positivo, contando oltre trentamila visitatori (tra cui anche molti ragazzi e bambini) in tre giorni di apertura al pubblico. Un giorno è stata addirittura anticipata la chiusura di circa un’ora perché era stata raggiunta la capienza massima.

In questa edizione, come è stato rilevato anche da giornali e servizi televisivi, hanno spiccato le stampanti 3D. Ce n’erano di ogni tipo: la maggior parte stampavano oggetti di plastica, ma c’erano anche quelle che stampavano vestiti e perfino cioccolato. Ma la stampante più curiosa che ho visto è stata quella del vicino di stand: una stampante 3D i cui pezzi erano stati stampati da un’altra stampante 3D!

Prima che scoviate in Rete una mia intervista realizzata da una web TV romana e pensiate che sia diventata una maker, vi dico che ero alla Maker Faire presso lo stand CylinderLight solo come aiutante.

CylinderLight è una lampada a forma cilindrica, progettata da Marco Brianza, che genera luce con colori variabili nel tempo e nello spazio. È programmabile e controllabile via rete ed è un progetto open basato su diverse tecnologie hardware e software open source, come Arduino, Raspberry Pi, Carambola, Processing, OSC e altri.

In fiera erano presenti due lampade alte quaranta centimetri e una di due metri di altezza.

Maker Faire Rome 2013

I visitatori hanno potuto interagire con queste lampade variando la luce delle stesse tramite iPad, iPhone e tablet Android.

Una delle modalità di funzionamento di CylinderLight è stata ispirata alle opere di Dan Flavin: la lampada possiede otto sezioni (quattro in alto e quattro in basso) che possono essere controllate indipendentemente e permettono di creare variazioni orizzontali o verticali di colore.

Maker Faire Rome 2013 Maker Faire Rome 2013

L’effetto della lampada che riproduce i colori delle immagini è stato, senza dubbio, il più apprezzato. Con un’applicazione su un tablet si potevano, infatti, inviare delle immagini (per esempio di un tramonto, un cielo con delle nuvole, un campo di girasoli, un campo di papaveri, un tappeto di foglie autunnali ecc.) alla lampada e questa riproduceva i colori delle stesse ricreando una piacevole luce naturale.

Tramonto Tramonto

Nuvole Nuvole

Girasoli Girasoli

Papaveri Papaveri

Foglie Foglie

I bambini erano attratti soprattutto da Mike e Sullivan accanto a una lampada. Tramite un iPhone venivano catturate le urla dei bambini e il cilindro si riempiva accendendosi, analogamente a quanto avviene nel film d’animazione Monster & Co. dove le urla dei bambini vengono convertite in energia elettrica.

Maker Faire Rome 2013

L’esclamazione più ricorrente dei visitatori dopo aver visto CylinderLight? “Che figata!”
È lo stesso commento che posso fare dopo aver vissuto questa esperienza in mezzo a molti makers.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *