LUCE4GOOD – Light Art Ensemble

L’Anno Internazionale della Luce si conclude a Milano con la mostra LUCE4GOOD.

Seconda edizione della rassegna Light Art Ensemble, dal 10 al 20 dicembre 2015 l’ex chiesa di San Carpoforo a Milano ospita le opere di undici artisti di Light Art: Nino Alfieri, Carlo Bernardini, Nicola Boccini, Marco Brianza, LeoNilde Carabba, Arthur Duff, Nicola Evangelisti, Maria Cristiana Fioretti, Federica Marangoni, Marco Nereo Rotelli e Donatella Schilirò.

La mostra, curata da Gisella Gellini e Domenico Nicolamarino, è stata ideata e organizzata da QVC Italia in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera per sostenere il progetto Pink is Good della Fondazione Umberto Veronesi.

Luce, ricerca, vita e donna sono i temi delle opere esposte, il cui ricavato della vendita sarà interamente devoluto a favore di Pink is Good per la ricerca e la prevenzione del tumore al seno.

Luce4Good - Light Art Ensemble

Da sempre i serpenti sono utilizzati come simbolo della farmacopea, l’arte di saper preparare medicine. L’Uroboro, che rappresenta un serpente che si morde la coda, è l’antico simbolo a cui si ispira Nino Alfieri per la sua opera Serpente di Fuoco: un bassorilievo in legno scolpito e dipinto in modo tale che crei un’aura luminosa visibile sia con la luce naturale sia con quella artificiale, è stato creato in versione bianca (Ombra Luminosa) e nera (Combusto d’incandescenza senza tempo). Il serpente che si morde la coda forma un cerchio senza inizio né fine, simboleggia la natura ciclica, quasi un annullamento del tempo, “un tempo senza tempo” dice l’artista.

Luce4Good - Nino Alfieri - Serpente di Fuoco Luce4Good - Nino Alfieri - Serpente di Fuoco

Luce4Good - Light Art Ensemble

Marco Brianza presenta Veggie, un’installazione di sei opere luminose che studia il colore e la struttura di alcuni frutti e verdure. Ogni opera è formata da un display a LED, appositamente realizzato, che genera una luce variabile che dipende dalla fotografia di uno specifico vegetale e da un algoritmo software che percorre l’immagine digitalmente secondo una sequenza pseudo-casuale. I vegetali sono stati scelti sulla base delle raccomandazioni della Fondazione Veronesi per una sana alimentazione che contribuisca alla prevenzione dei tumori: pomodori, fagioli, broccoli, cavolo rosso, arance rosse e mirtilli.

Luce4Good - Marco Brianza - Veggie Luce4Good - Marco Brianza - Veggie

Luce4Good - Marco Brianza - Veggie

Pectus Terra di Nicola Boccini è un’installazione interattiva di sculture in porcellana. Tre seni di differente grandezza, creati in porcellana traslucida e realizzati a mano, rappresentano le tre età della donna. I fili di rame all’interno sono le vene di questi seni che portano energia su tutto il corpo. Lo spettatore può interagire con le opere: grazie a dei microsensori, i LED all’interno di queste sculture variano di colore e intensità. La luce che fuoriesce dall’alto di questi seni emana delle auree, percepibili al buio. L’interazione con queste opere può avvenire anche tramite un’app per smartphone, appositamente creata, che risponde anche ai comandi vocali.

Luce4Good - Nicola Boccini - Pectus Terra Luce4Good - Nicola Boccini - Pectus Terra

Luce4Good - Nicola Boccini - Pectus Terra

Le lettere N e O formano la parola NO, titolo dell’opera di Federica Marangoni. L’artista utilizza il cracked neon per queste due lettere: una luce rossa, sempre in movimento, scorre dentro ai tubi come il sangue nelle vene. Al NO si contrappone una mano femminile, in vetro di Murano, che diventa anch’essa rossa. È la mano che si oppone al male, che dice NO alla malattia.

Luce4Good - Federica Marangoni - NO Luce4Good - Federica Marangoni - NO

Luce4Good - Federica Marangoni - NO

Anche Arthur Duff utilizza il neon e crea la medesima scritta rossa. NO / ON, dipende da che lato venga letta la parola, è una scultura appesa al soffitto e posata a terra. Il tubo al neon è completamente ricoperto da “una treccia vuota che fa da calza”. Un’opera in cui il vetro, il cavo e il trasformatore sono un unico elemento.

Luce4Good - Arthur Duff - NO / ON Luce4Good - Arthur Duff - NO / ON

L’opera PINK LIGHTness di Maria Cristiana Fioretti è basata sulla tematica del dualismo: spento/acceso, caldo/freddo, chiaro/scuro, bene/male. Quando è spenta emergono i colori caldi e sembra una tela su un cavalletto, quando è accesa l’opera è retroilluminata tramite la tecnologia LEC (Lighting Emitting Capacitor) e dominano i colori freddi. Petali di bouganville arricchiscono l’opera formando la silhouette del seno.

Luce4Good - Maria Cristiana Fioretti - PINK LIGHTness Luce4Good - Maria Cristiana Fioretti - PINK LIGHTness

Si ispira all’arcangelo Raffaele l’opera di LeoNilde Carabba. Il quadro si intitola, infatti, Ispirato e dedicato a Raphael, il grande guaritore. Dal centro del quadro, dove si può leggere in ebraico il nome Raphael in foglia d’oro, si dipartono dei cerchi concentrici celesti che rappresentano il senso di guarigione. Realizzata con colori fluorescenti, fosforescenti e miscrosfere di vetro, l’opera è visibile anche con la luce di Wood e al buio.

Luce4Good - LeoNilde Carabba - Ispirato e dedicato a Raphael, il grande guaritore Luce4Good - LeoNilde Carabba - Ispirato e dedicato a Raphael, il grande guaritore

L’opera di Carlo Bernardini si intitola Codice Spaziale ed è un disegno nello spazio. Un lightbox in cui attraverso un diaframma, l’OLF (Optical Lighting Film), posto davanti alle fibre ottiche si crea uno spazio illusorio all’interno del perimetro dell’opera: vi sono delle linee di luce ed altre linee che sono illusorie, frutto del rapporto di filtro che la superficie OLF crea con le fibre ottiche stesse.

Luce4Good - Carlo Bernardini - Codice Spaziale Luce4Good - Carlo Bernardini - Codice Spaziale

Si ispira a uno pseudonimo di Marcel Duchamp il titolo dell’opera di Nicola Evangelisti. Rose Sélavy et ses lumières, realizzata su un cristallo nero inciso e retroilluminato con luci a LED che variano il colore, è un fiore dedicato alle donne, così come questi versi scritti dall’artista: “Vortici di luce percorrono petali di fiore, inseguendosi e riproducendo il loro andare all’interno del nucleo e del cuore propulsivo della materia pulsante, vitale come vitale è la luce che genera e – ad un tempo – è generata dalla rosa stessa.”

Luce4Good - Nicola Evangelisti - Rose Sélavy et ses lumières Luce4Good - Nicola Evangelisti - Rose Sélavy et ses lumières

Luce4Good - Light Art Ensemble

L’opera Skyline di Donatella Schilirò si ispira al corpo femminile. Realizzata con una lastra di metallo smaltata di bianco incisa e retroilluminata con luci a LED, rappresenta un paesaggio dalle sembianze femminili, evoca lo skyline di una collina, di una cupola dove viene deposto il sapere della scoperta. Un paesaggio irrigato di luce che varia di colore a seconda della posizione da cui viene osservato.

Luce4Good - Donatella Schilirò - Skyline Luce4Good - Donatella Schilirò - Skyline

Be Sailor di Marco Nereo Rotelli è un’opera in acciaio, smalto e lampada a scarica. Rappresenta la navigazione della luce che appare nell’onda luminosa con la doppia freccia e che si dirama con raggi diffondendosi nello spazio. L’artista la definisce “una luce intensa, che diventa soggetto e oggetto della rappresentazione di un sole di acciaio che ci illumina per non restare soli”.

Luce4Good - Marco Nereo Rotelli - Be Sailor Luce4Good - Marco Nereo Rotelli - Be Sailor

Tutti gli artisti hanno aderito, con grande entusiasmo, a questa iniziativa a sostegno di Pink is Good per la possibilità di creare una sinergia tra la ricerca in campo artistico e la ricerca scientifica. Arte e scienza, un binomio che trova un riferimento anche nella Costituzione della Repubblica Italiana.
Articolo 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”.
Articolo 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.


Una Risposta

  1. gisella
    | Rispondi

    grazie……é molto chiaro

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