Dietro le quinte di una mostra d’arte

Lavorare dietro le quinte è sempre piacevole, soprattutto quando i protagonisti sono alcuni artisti. Ecco curiosità e retroscena che ho raccolto nel corso di una recente mostra d’arte contemporanea a cui ho collaborato.

a) Durante il sopralluogo un artista fa intendere di prediligere il posto fisso: “Io preferisco lo stanzino, se non lo vuole nessun altro io mi metto lì, come l’anno scorso”. Con un affermazione così, è abbastanza scontata la risposta del curatore: “Guarda che ti facciamo pagare l’IMU!”.

b) L’artista che qualche giorno prima della mostra ti invia un video in cui viene inquadrato un piumone di un letto che si muove e senti la sua voce che spiega il concept della sua opera… insomma, una roba ben lontana dalla fascia protetta.

c) Durante l’allestimento chiedi a un artista: “Cosa ti serve?”, lui risponde: “Nulla, devo solo appendere un quadro, al massimo vado qui fuori, prendo un sanpietrino per mettere il chiodo e poi lo rimetto a posto”.

d) L’artista che, durante l’allestimento, ogni mezz’ora fa un salto in cartoleria per prendere dei cartoncini scuri per schermare la luce naturale che proviene dall’alto e che non permette di vedere bene un effetto luminoso della sua installazione. Alla fine della giornata gli chiedi: “Allora sei riuscito a risolvere il problema?”, lui ti risponde: “Non me ne parlare, ho speso un patrimonio in cartoncini neri”.

e) L’artista che al vernissage si presenta con una giacca imbottita che non vedi da quando andavi alle elementari, ovvero da quando andava di moda.

f) Durante il vernissage, una critica d’arte gira per tutto lo spazio espositivo e quando la incontri ti dice: “Finalmente un volto noto, è un quarto d’ora che sto girando e non trovo nessun artista con cui parlare. Hai visto Tizio?” Poi vai da Tizio e dici che la critica lo sta cercando: “Ma chi è?”, “Ah, non la conosci? Lei ti sta cercando da mezz’ora”, e quando più tardi ripassi da lui ti dice: “Grazie, sai che ho fatto bella figura con lei? Le ho fatto credere di averla riconosciuta, in realtà non l’avevo mai vista prima!”.


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