Esami a distanza

Solo qualche mese fa, al pensiero che gli esami fossero stati a distanza, avrei detto: “Esame scritto a distanza? Ma scherziamo? Copiano! Come facciamo a controllare? Meglio fare l’esame orale!”.

Poi un giorno mi informo sulle modalità a distanza che l’Ateneo mette a disposizione e mi addentro in termini quali proctored, supervisione live, honor code… e, guardando tutti i tutorial, capisco che fare un test online non è una scelta così azzardata.

L’honor code è un patto sottoscritto con l’Ateneo in cui lo studente si impegna a non fornire ad altre persone le proprie credenziali e a non farsi sostituire nello svolgimento della prova d’esame (la sostituzione di identità è un reato perseguibile per legge). Durante l’esame, lo studente si impegna a non consultare libri, risorse online ecc. (se non esplicitamente consentite) e a non comunicare con altre persone, né chiedere suggerimenti.

La prima decisione da prendere è la modalità del test: proctored o con supervisione live.

1) La modalità proctored prevede l’utilizzo di una piattaforma dove sono presenti le domande del test (per esempio Moodle) e una piattaforma di proctoring che permette allo studente di utilizzare solo la finestra del browser con le domande e gli impedisce di operare liberamente sul computer in uso (per esempio Respondus + LockDown Browser). In questa modalità il docente non controlla in tempo reale il comportamento degli studenti. L’esame viene registrato tramite la webcam del computer e solo successivamente, dopo un’elaborazione automatica con strumenti di intelligenza artificiale, il docente può andare a verificare parti di filmato segnalati dal software in cui sono presenti comportamenti indesiderati (lo studente si alza dalla postazione, più persone davanti al computer ecc.).

2) La modalità con supervisione live prevede l’utilizzo di una piattaforma dove sono presenti le domande del test (per esempio Microsoft Forms) e una piattaforma di video-conferenza per monitorare in tempo reale il comportamento degli studenti (per esempio Zoom).

Nel mio caso la scelta è ricaduta sulla seconda modalità.

Come impedire agli studenti di copiare? Innanzitutto cercando di evitare domande nozionistiche, ma privilegiando domande di ragionamento: le domande open book sono un ottimo esempio. Inserendo poi qualche domanda a risposta aperta: se lo studente risponde correttamente alle domande a risposta multipla, ma non sa rispondere alle domande aperte il caso è sospetto. Lo shuffle delle domande e delle risposte è senz’altro un altro elemento da mettere in atto, ormai tutti i software per i test hanno questa funzionalità. Il tempo a disposizione per la prova, rispetto a un esame in aula, è meglio ridurlo: gli studenti, prima di suggerire ad altri compagni, penseranno a completare il proprio test, se il tempo è troppo potrebbe essere impiegato per copiare o suggerire.

Naturalmente l’esame si svolge in un’aula virtuale. Zoom è una delle piattaforme più indicate per varie funzionalità che possiede. Con la waiting room è possibile fare entrare nell’aula gli studenti uno alla volta, permettendo così l’appello e il riconoscimento. Inoltre, si può disabilitare la possibilità di modifica del nome e disabilitare la chat in modo che non possano comunicare tra loro. Ma la funzionalità più importante è senz’altro la condivisione multipla del desktop: tutti gli studenti devono infatti condividere il proprio schermo, oltre ad avere il microfono e la webcam sempre aperti durante la prova.

Quando sono tutti pronti, si attiva il form con le domande e ha inizio la supervisione live. In sostanza si passa circa un’ora a guardare i volti degli studenti e a rotazione a controllare i loro schermi, a verificare che non ci siano irregolarità e che stiano realmente svolgendo il test.

Pare che alcuni docenti, al termine di un esame scritto online, abbiano detto: “Mi è toccato fare il cane da guardia!”, “Più che un professore universitario mi sono sentita un addetto della security al centro di controllo di un sistema di vigilanza… rivoglio gli esami in presenza!”.

Ricordiamo però che gli esami in presenza non sono privi di criticità. Se gli studenti vogliono copiare, un modo lo trovano. Online pure. Magari difficilmente usano lo stesso canale che sta controllando il docente. Se in presenza copiare è difficile, nella modalità online di più. Lo studente non sa se in un particolare istante il docente sta guardando il suo schermo o quello di un altro studente. In aula se lo studente vede avvicinarsi il professore, smette di copiare.

Qualcuno ha proposto che la webcam del computer debba inquadrare anche il cellulare in modo che gli studenti non possano usarlo per copiare/suggerire. E se uno studente ha due cellulari? Uno lo inquadra con la webcam e l’altro lo usa per chattare. E allora si propone di fare il test con il computer e usare la webcam del telefono e del computer per controllare la postazione. Insomma, alla fine diventa ridondanza tecnologica.

Cosa fare se uno studente ha una connessione lenta o instabile? Potrebbe andare a casa di un parente o un amico che ha una connessione migliore a sostenere la prova. Pare che uno studente si sia addirittura fatto prestare la Sala Consiliare del Municipio del Comune di residenza… nei piccoli paesini ci si arrangia come si può!

Non c’è dubbio che gli esami online sono una soluzione molto valida: permettono a studenti che si trovano in luoghi diversi (dalla Sicilia al Friuli-Venezia Giulia, dal Portogallo al Belgio) di sostenere l’esame nello stesso momento, permettono di risparmiare tempo nella valutazione delle domande a risposta multipla (che si auto-correggono) e nella leggibilità delle risposte alle domande aperte (non dovendo decifrare la calligrafia), infine permettono di risparmiare tanta carta.

Stiamo vivendo un periodo in cui tutto è stato stravolto, compresi gli esami universitari. Le valutazioni del test dicono che la media dei voti è stata come quella del test dello scorso anno in aula, segno che la distanza non ha azzerato le difficoltà dell’esame, anzi per alcuni studenti è stato più difficile esprimersi davanti a uno schermo rispetto a un foglio di carta.

Una nota positiva di questi esami a distanza: aver potuto guardare in viso gli studenti durante l’esame, aver potuto captare espressioni, incertezze, sorrisi… cosa ormai impossibile nella vita in presenza dominata dalle mascherine.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *