Un’italiana in Inghilterra

Tornata da qualche settimana in Italia, posso affermare senza esitazione che quest’anno non ho proprio visto la primavera. Ho lasciato il bel Paese indossando ancora i maglioni e sono tornata con la pelliccia: durante la mia permanenza in UK, infatti, la temperatura è oscillata tra i quattro e i diciotto gradi; in sostanza, la temperatura massima in Inghilterra è stata pressappoco la temperatura minima in Italia.

Innanzitutto, consiglio a chi sta per affrontare un’esperienza lavorativa in Inghilterra di dimenticarsi tutto quello che ha studiato, perché si accorgerà ben presto che la pronuncia inglese è un po’ diversa. La semplice frase “my cat is black”, pronunciata da un italiano, potrebbe far scuotere la testa agli inglesi e indurli a pensare che abbia studiato l’americano e non l’inglese.
Mentre gli italiani per lo meno si sforzano a parlare le lingue straniere, non fanno altrettanto gli inglesi. Durante il percorso scolastico studiano al massimo una lingua straniera (di solito il francese), ma quando si trovano per lavoro a dover dire due parole e capire cosa sta dicendo il cliente francese dall’altra parte della cornetta telefonica, vengono colti da una leggera forma di amnesia e con aria supplichevole guardano la collega italiana vicina di scrivania chiedendole: “Cecilia, sai parlare francese?”.

Cosa non manca mai sulle tavole inglesi? Le trovi nei panini, nelle insalate, ma anche nei piatti più raffinati… sono le salsine.
E se un’italiana in Inghilterra un giorno volesse fare una pizza? Si troverebbe in difficoltà a cercare uno degli ingredienti base, il pomodoro. Nei supermercati abbondano salse di pomodoro di ogni tipo (con cipolle, aglio, peperoncino, basilico, funghi…), ma la passata di pomodoro senza condimenti aggiunti è una vera rarità.
La cucina italiana si contraddistingue da quella inglese anche per il numero delle portate. Gli inglesi prediligono i piatti unici e sempre a base di carne o pesce. Non è stato facile spiegare loro che il risotto alla milanese è buono anche se è fatto solo con lo zafferano. A ogni modo, i loro piatti preferiti sono proprio della cucina italiana: la pasta con il ragù alla bolognese, le lasagne e la pizza.
Cosa può urtare il bon ton di un’italiana a tavola in Inghilterra? Certamente mangiare gli spaghetti con forchetta e cucchiaio (roba che gli spaghetti servano per fare la maglia) e bere il cappuccino insieme alla pizza (in Italia al massimo è ammessa la focaccia genovese con il cappuccino, ma rigorosamente a colazione).

Se consultando i siti dei trasporti inglesi vi imbattete in strani numeri che oscillano così rapidamente da darvi l’impressione di essere sul sito della Borsa, non vi preoccupate… il sistema non è affatto andato in tilt. I biglietti dei treni inglesi, infatti, sono molto più costosi che in Italia e il loro prezzo non viene calcolato solo in base alla fascia chilometrica, ma anche a quella oraria. Un biglietto del treno regionale per un viaggio di mezz’ora in un orario di punta, acquistato all’ultimo momento, vi potrebbe costare quanto un viaggio Milano-Roma con il Frecciarossa.

Durante la mia permanenza in UK a volte mi è sembrato di essere in un reality show. A parte il fatto di convivere, a casa e in ufficio, con persone che non conoscevo, in ufficio c’erano così tanti “figli di”, “fratello/sorella di”, “nipote di”… che neanche nell’ultima edizione dell’Isola dei famosi ! Non è mancata neppure l’entrata in scena di nuovi personaggi inaspettati (un ragazzo francese in famiglia e uno inglese in ufficio), come accade solitamente nel Grande Fratello. Non c’è dubbio però che la mia esperienza è stata decisamente più interessante.


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