Riprenditi la città!

È una domenica sera di inizio febbraio, non fa molto freddo, c’è una pioggerellina e passeggio in una via del centro di Milano. La mia attenzione viene richiamata da alcune voci che mi conducono in Piazza Affari. Sotto i portici, davanti al Banco di Desio, ci sono alcuni volontari che stanno servendo dei pasti caldi a un centinaio di senzatetto.

Verso le dieci i volontari e i senzatetto se ne vanno e arrivano alcuni giovani. Le ragazze prendono delle scarpe con il tacco dalle loro borse e le indossano. Uno stereo viene appoggiato in un angolo e viene fatto partire un brano musicale. Le persone iniziano a ballare il tango.

Un clochard si avvicina ai ballerini: “Quando andate via? Io devo mettere giù i cartoni per la notte. Non si può ballare qui a quest’ora”.

Un altro clochard, che è lì accanto e sembra divertito dai giovani ballerini, gli risponde a bassa voce: “Ma se neanche dormi qui!”.

I giovani ballerini ignorano il senzatetto e continuano a ballare.

Il clochard si avvicina ancora di più alle persone che stanno ballando e il suo tono si accende: “Insomma, fra quanto andate via? Io devo ancora mangiare, non posso farlo qui davanti a voi, voglio un po’ di privacy”. Nel frattempo l’altro clochard, con un gesto furtivo, si impossessa della sua cena.

Non appena l’altro si volta, si accorge dell’accaduto e i due iniziano a rincorrersi.

I tangueri continuano a danzare, ma il clochard non ne vuole sapere di stare lì a godersi lo spettacolo e alza ancora più forte la voce: “Basta, spegnete questa musica!”.

Innervositi, i ballerini abbassano il volume dello stereo, ma spazientiti dalle continue urla del clochard subito dopo spengono la musica e stappano una bottiglia di vino.

Inaspettatamente, il clochard si avvicina ai ballerini dicendo: “Scusate per prima, non volevo disturbarvi, sono Alessandro” e porge la mano a tutti scusandosi per il suo comportamento.

È quasi mezzanotte, senzatetto e ballerini brindano e scherzano insieme in Piazza Affari.


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